01 gennaio 2011

Blog 2011

Il passaggio al nuovo anno è momento di consuntivi sul vecchio e proponimenti per il nuovo. Il mio blog di "Proposte per Chieti" era nato per dare stimoli e suggerimenti a chi aveva promesso di "far ripartire" la città ma non ha mai trovato ascolto e di sicuro non lo troverà ora. Non ci saranno ri-proposte e non ho alcuna voglia di partecipare alle abituali polemiche sull'orario in cui è passato il primo spazzaneve, la monnezza dove non ci dovrebbe stare, le luminarie troppo fiacche o troppo costose e altre faccende dello stesso genere.

Se ci fosse un interlocutore possibile mi piacerebbe completare le mie proposte più importanti:


1) la distribuzione sul territorio di sedi e di servizi pubblici secondo una razionalità funzionale;
2) il passante Sud-Est che potrebbe cambiare i flussi di traffico e rendere più accessibile la città alta;
3) una rete di piste ciclabili nella città nuova (Chieti Scalo) e di comodi parcheggi per motorini nella città alta;
4) recupero e valorizzazione degli edifici esistenti con uso e sperimentazione di tecnologie a basso impatto ambientale (bioarchitettura, autosufficienza energetica, recupero di spazi mediante abbattimenti) senza consumo di territorio;
5) impulso al commercio dei prodotti a km zero;
6) realizzazione di locali da concedere ad uso gratuito agli studenti e alle associazioni (sale studio; biblioteche ed emeroteche di quartiere in autogestione; laboratori artistici; internet point; spazi per spettacoli e musica);
7) impulso per nuove attività nell'ambito turistico.

Su quest'ultimo punto ho scritto diversi post raccolti al tag "turismo". Per completare il quadro avrei dovuto parlare anche del turismo religioso, non meno importante degli altri. Chieti si trova al centro di un'area molto ricca (Volto Santo di Manoppello; Miracolo Eucaristico di Lanciano; Basilica dell'apostolo di Ortona; Beato Sulprizio di Pescosansonesco; itinerario degli eremi celestiniani, ecc.) e potrebbe realizzare un apposito museo di arte sacra raccogliendo le statue lignee (abbiamo esemplari tra i più antichi) e le tradizioni di Guardiagrele e di Rapino.

Le tradizioni religiose sono legate alle altre antichità ed insieme ad un Museo della "preistoria" che prima esisteva accanto al Museo Archeologico di Villa Frigerj con pezzi di importantissimo valore,  potrebbero costituire la base dei laboratori didattici. Ma per fare questi discorsi è importante che ci sia qualcuno in grado di comprendere e condividere, altrimenti la mia scrittura sul blog è solo tempo perso. Dico questo perché oltre alla sordità dei politici locali ho ricevuto solo risposte sconfortanti: da una parte c'è chi continua a voler pensare al turismo come sagra paesana o qualche altra trovata estemporanea per portare un po' di gente a fare qualche consumazione nei bar del centro, dall'altra c'è chi ti dice che sì, forse un po' di turismo scolastico potrebbe non essere male perché i bambini ne parlano a casa con i genitori e qualcosa si poi forse si muove. E non voglio neanche ripetere quello che ho trovato nei commenti quando ho parlato della spirito di accoglienza che è necessario per poter lavorare sul turismo.

Lavorare sul turismo significa creare ostelli, agenzie, mense, reti di promotori ed altre infrastrutture che possano trasformare i musei e i laboratori didattici in motori di un sistema attivo 12 mesi l'anno.

Il turismo scolastico è un business che da solo vale 375 milioni di euro ogni anno (valore stimato all'ultima "Borsa del turismo scolastico" svolta a Genova lo scorso novembre) altro che bambini che forse parlano coi genitori. Molte famiglie spendono più per le gite dei figli che per se stessi. Chieti volendo potrebbe diventare una fabbrica del turismo scolastico perché si trova al centro della penisola, perché ha risorse storiche, giacimenti culturali, e potrebbe sfruttare l'inventiva dei docenti e degli studenti presenti in gran numero in città. Credo che gli studenti non vedano l'ora che qualcuno li coinvolga in attività vere, produttive, nelle quali mettere a frutto il propri talenti.

Provate ad immaginare per un attimo l'ex convento Sant'Agata trasformato in ostello per la gioventù e pubblicizzato attraverso internet ai giovani di tutta europa compreso i polacchi, i russi, i finlandesi. Provate ad immaginare se il complesso dell'ex caserma Pierantoni fosse recuperato su un progetto fatto non da due architetti amici di qualche assessore, ma dai migliori studenti universitari di lettere, filosofia, storia, architettura, economia guidati da docenti come Capasso e imprenditori come quelli che hanno messo in piedi Sixty ed Energie. Altro che rifare l'asfalto e qualche palazzina. 

Continuerò a raccontare questi sogni ai quattro lettori del mio blog per un altro anno intero?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Buon 2011,mi auguro che qualcuno prima o poi si decida a seguire la linea tracciata dai vari bloggers cittadini(soprattutto tu),ultimi pensatori attivi rimasti in vita,tra i cadaveri politici e amministrativi

Simone ha detto...

Posso solo (purtroppo...) dire che tutte le tue proposte le raccoglierei come se fossero i 10 comandamenti della città. Non sono uno di quelli a cui piace criticare a priori ma purtroppo ho sempre più la sensazione che la popolazione teatina abbia raggiunto oramai da tempo la pace dei sensi, adagiatasi ormai a richiedere tutto ciò che non riguardi lo stretto necessario alla vallata sottostante e ancor di più alle limitrofe località costiere...

Tom P. ha detto...

Grazie del sostegno morale. Spero di non farmi contagiare dalla depressione, ma è duro remare controcorrente.

Anonimo ha detto...

Se solo tu fossi meno policitizzato e più imparziale acquisiresti qualche lettore in più..ciao vecchio tommasiello comunistello!!!