10 aprile 2010

La paura fa settanta

A San Benedetto qualcuno comincia a guardare in faccia il Moloch nucleare. Sabato prossimo ci sarà una manifestazione.
Noi qui abbiamo i nostri guai e domenica 18 c'è la manifestazione degli abruzzesi contro il petrolio (San Vito Marina). Senza contare tutte le altre cose: veleni di Bussi, inceneritori, discariche di amianto, elettrodotti, estrazioni sotto la diga del Lago di Bomba, discariche tossiche lungo il fiume Pescara, spiaggie distrutte, ecc.

Sul problema della centrale nucleare mi viene da dire che la paura fa 70, tanti sono i chilometri che ci separano da San Benedetto. Circa la stessa distanza in linea d'aria anche da Termoli, per noi la scelta dell'uno o dell'altro sito non cambia niente. Dovrebbe essere un motivo in più per sentirsi direttamente colpiti, ma sono quasi sicuro che non ci saranno molti teatini (o chietini) in queste due manifestazioni, che sono anche occasioni per incontrarsi e parlare dei problemi più gravi. Per informarsi soprattutto.

Quando è scoppiato il caso di Bussi, di cui parlò perfino la stampa straniera con grande scalpore, a Chieti nessuno s'è preoccupato di nulla. Ho sentito persone che dicevano (e blog che scrivevano) "tanto io compro l'acqua minerale". Questi sono i teatini o chietini, gente che cuoce il brodo, il risotto e gli spaghetti nell'acqua minerale, impastano il pane nell'acqua minerale, la mettono anche nella moka, ci innaffiano le verdure e forse si lavano perfino i capelli nell'acqua minerale purissima ed incontaminata oppure pensano che l'acqua assorbita dal nostro corpo è solo quella bevuta a tavola dal bicchiere.

Se smantellano l'amianto della ex Burgo senza le precauzioni adatte i teatini pensano che sia un problema di chi abita lì vicino, cioè degli eschimesi.

L'elettrodotto che ci attraverserà per collegare Gissi al Montenegro sta preoccupando gli abitanti del piccolo comune di Filetto, ma sono sicuro che a Chieti nessuno dirà niente perché ai teatini (o chietini) cosa può interessare di un potente elettrodotto che ci passa sotto i piedi? Al più sarà un problema del Montenegro o del Kilimangiaro. La sindrome NIMBY a Chieti diventa IMBYOK: va benissimo nel mio cortile, purché ci sia ancora spazio per posteggiare l'auto.

Qui sotto le due mappe con le previsioni dei probabili siti per la costruzione delle future centrali nucleari. Termoli è presente sia nella prima che nella seconda ipotesi.


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