21 marzo 2010

Elezioni comunali a Chieti


La prossima scadenza elettorale rappresenta un capolinea anche per questo blog perché le mie Proposte per Chieti hanno accompagnato l'amministrazione Ricci dalla sua fase iniziale, cercando di aprire un canale di comunicazione tra il palazzo e i cittadini.

L'esperienza del blog mi ha regalato nuove conoscenze e contatti molto importanti. Tuttavia lo scopo principale del blog non s'è realizzato e le maggiori soddisfazioni mi sono venute da persone che non vivono a Chieti. L'amministrazione Ricci ha ignorato costantemente tutti i dibattiti della rete e tutte le disponibilità di partecipazione. Per esempio, tra i tanti progetti realizzati o semplicemente avviati dall'amministrazione, c'è anche la riqualificazione della Piazza della Trinità (Piazza Trento e Trieste). Un'idea si trova qui da ottobre del 2006, segnalata tra gli articoli in evidenza. Ora è diventata un progetto del comune, che non ce lo dice, se non all'interno di qualche spot elettorale. Non ne trovo traccia nel sito municipale e non posso dare un giudizio competente. Ma è l'ennesima prova di una amministrazione chiusa in se stessa. Un articolo di Tuttoabruzzo ci mostra un grafico con l'edicola al centro della piazza. Non è neanche un chiosco aggraziato, ma lo stesso scatolone metallico che vediamo adesso, lasciato nella stessa posizione. Colpa degli architetti, mi direte voi, ma anche di questa politica che non vede e non parla con le persone. Non legge neanche i blog che hanno scalato la classifica di Google. Continua ad agire senza confronto, senza comunicazione, senza attenzione. La chiamano "politica del fare", che è sempre meglio della politica dell'insultare o di quella del rubare, però ci siamo dimenticati che il fare dev'essere preceduto da qualcos'altro - riflettere, discutere, approvare - ciò che una volta si chiamava appunto politica. Altrimenti diventa agire d'impulso o fare male.

L'amministrazione Ricci è stata sicuramente la più operosa che Chieti abbia mai avuto. Anche la più corretta sul piano legale. Il sindaco Ricci al termine del suo mandato ci lascia un elenco di lavori pubblici davvero imponente. Alcune opere fin troppo visibili e per certi versi molto contestate (come il tunnel del Terminal) altre impegnative ed invisibili (gli impianti fognari di Chieti Scalo, le cisterne, i lavori di consolidamento della collina). Ma quella esigenza di dialogo che il mio blog ha cercato di interpretare esiste ancora ed è rimasta tuttora ignorata.

Tra sette giorni i teatini sceglieranno se confermare il mandato al Sindaco Ricci oppure se è meglio tornare al fracasso, minaccioso e inconcludente, di neo-post-fascisti che ora si sono alleati anche con i predecessori "moderati" del centro che più centro non si può. Quelli delle mazzette e dell'archivio di Raccomandopoli. Non hanno mai chiesto scusa alla città, non hanno mai pagato i risarcimenti a cui furono condannati, ma sono pronti a riprendersi le poltrone. Difficile credere ad un loro segreto ravvedimento.

Non ci sono alternative all'amministrazione Ricci. La sua mancata riconferma ci farebbe cadere dalla padella alla brace. L'unica possibilità per migliorare la situazione è quella di dare più forza alle componenti del centro-sinistra che hanno dato buona prova. Non c'è neanche bisogno di dirlo, perché l'hanno già visto e confermato tutti. Oggi l'assessore Bassam El Zohbi capeggia una lista di persone estranee ai personalismi, alle clientele e ai tornaconti della politica. Se questa componente crescerà a scapito dei faccendieri e dei riciclati qualche miglioramento è possibile.

La destra in Italia non esiste più, parlo ovviamente della destra fondata sui valori di ordine, austerità, moralità. Non ci sono in giro eredi di Marco Minghetti, Quintino Sella, Giovanni Gentile, Cesare Merzagora, Giovanni Malagodi, Valerio Zanone. La borghesia che pose le fondamenta della nostra Italia, di cui non abbiamo ancora festeggiato i 150 anni, è una classe sociale quasi estinta. Si riconosce nella compostezza e nel rigore di alcuni saggi che portano il peso degli anni (Giovanni Sartori, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Rita Levi Montalcini e pochi altri). Non c'è traccia di valori democratici e liberali nell'attuale vasto schieramento del centrodestra.

Anche a Chieti la scelta di restituire il timone dei partiti ai condannati per corruzione non può avere niente di "moderato" a meno di non pensare che la moderatezza sta nell'accomodarsi placidamente nel mezzo di un gran guazzabuglio di affaristi senza scrupoli, nuovi razzismi, minacce leghiste di guerra civile, patti con le mafie, massonerie coperte, appalti truccati, voglia di grandi opere inutili, privatizzazione dell'acqua, della scuola, dell'esercito: "Esercito SpA", difficile da credere, ma sono arrivati anche a questo.

L'ordine morale e civile del mondo borghese non è stato distrutto dal mito comunista che minacciava la proprietà privata. Il cambiamento è avvenuto sul piano dell'essere. Non dell'avere o degli averi. L'omologazione consumistica ha agito sulle coscienze, ha cancellato i valori più profondi, ha ridotto la nostra esistenza all'acquisto e al consumo, ha mercificato tutto, volgarizzato tutto. Una rivoluzione antropologica descritta già negli anni settanta da Pier Paolo Pasolini con lucida e profetica disperazione.

Oggi la rivoluzione si è compiuta. Parole come legalità, moralità, giustizia, democrazia, dovere, uguaglianza, sono rottami del tempo passato. Coloro che continuano ad utilizzarle, conservandosi nell'onestà e nel rispetto degli altri, vengono dispregiativamente indicati come giustizialisti, moralisti, catto-comunisti. Quest'ultima categoria non vuol essere un ossimoro, ma un modo per bollare quei cattolici non ipocriti e non licenziosi, coloro che non si sono convertiti all'adorazione del consumistico vitello d'oro e che si ostinano a credere negli autentici valori cristiani. Vedono il samaritano nella badante rumena e riconoscono Cristo nel barbone che dorme sulla panchina.

Una delle poche cose che ha saputo fare la nuova amministrazione pescarese di centro-destra è la rimozione delle panchine dai giardinetti del Sacro Cuore. Una sottile forma di pulizia etnica che mi indigna come cristiano e come libero cittadino. Finora pensavo che solo la stupidità dei leghisti potesse arrivare a tanto. Avevo conservato una certa fiducia nel cuore e nel buon senso degli abruzzesi. Per fortuna quell'indegna decisione non è passata inosservata. Ma non voglio che una simile ventata di imbecillità possa tornare a sommergere anche la nostra Chieti.


10 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sono poi tanto d'accordo con Te, che il Sindaco sia una persona onesta, e non é poco, concordo pienamente, ma amministrativamente parlando si é dimostrato un incapace e le persone di cui si é circondato lasciano veramente a desiderare: quel Luigi Febo, parafrasando un celebre comico, non lo toccherei nemmeno con una canna da pesca, lo stesso De Cesare, da una vita all' opposizione, di concreto cosa ha fatto ? Sono un semplice cittadino come tanti e una persona che vuol bene alla propria città come pochi, ho una famiglia insieme a mia moglie lavoriamo tutti i giorni con enormi sacrifici, subiamo in silenzio i soprusi e le cattiverie siamo anche stanchi di commentare i fatti quotidiani, in nome di Dio cerchiamo di andare avanti e crescere i nostri ragazzi, si corre in continuazione, ci si inquieta, ci rammarica, in poche parole si subisce quasi sempre, constatare che solo adesso la Giunta si stà muovendo in opere staradali dovute, perchè asfaltare le strade non è qualcosa di straordinario e qualcosa di dovuto, i servizi elementari da parte del Comune sono dovuti, il Sindaco attuale come i suoi predecessori non ci stanno facendo favori stanno semplicemente svolgendo i loro compiti per i quali sono stati chiamati ad amministrare. Ebbene solo adesso si vede qualcosa muoversi e se permettete io mi sento preso in giro e Vi chiedo perchè dovrei, pur turandomi il naso, votare Ricci ? Il ragionamento che fate, scusate a me non fila, votare Ricci solo perchè quella parte di politica puzza meno, non lo ritengo un motivo valido. E poi ogni volta che sento l'attuale Sindaco parlare é di una pochezza disarmante. Ma ricordate all'indomani della sua elezioni i manifesti affissi per la città: "i Chietini fanno ooooh" "ringrazio, tutti, gli anziani, i giovani, gli uomini, le donne, le vie, le piazze, i quartieri, i buoni i cattivi, e via dicendo....", ma obiettivamente sig. Sindaco lei si rivoterebbe ? Non mi firmo non per vigliaccheria, ma perchè ho necessità comunque di continuare ad andare avanti se il Buon Dio me lo consentirà.

nonno - enio ha detto...

@anonimo
non c'è di che preoccuparsi, ricci e la sua giunta non verranno riconfermati, di questo ne sono sicuro. Non si può ripetere le manfrine degli ultimi 5 anni... per far risorgere Chieti necessitano oltre a una gran buona volontà una bella pacca di soldi e questi signori hanno azzerato e svuotato negli ultimi tempi le casse comunali!

Anonimo ha detto...

Allora tutte queste promesse per Chieti da parte di entrambi gli schieramenti che avanzano la propria leadership cadranno nel vuoto. Se le casse comunali sono così vuote, lo saranno anche dopo le elezioni sia che vinca l'uno o l'altro dei pretendenti. Avrei tanto piacere vedere entrambi perdenti e vedere quale Sindaco qualcuno di coloro tra gli altri per nulla accreditati.

mario ha detto...

Eh basta votare i candidati dei partiti!! Ma quando capiranno i cittadini che questa gente fa solo ed esclusivamente gli interessi dei partiti, che prendono ordini dai capi dei partiti, che se ne fregano del programma elettorale e promesse che propongono e che eseguono una politica sempre contraria allo schieramento opposto. Li a nessuno importa niente del bene di Chieti. Votate una delle 3 liste civiche che si presentano, che almeno sono persone serie, oneste e indipendenti. Sveglia!

Tom P. ha detto...

L'anonimo del primo commento espone un sentimento abbastanza diffuso, che in parte condivido. Mi spiace che l'autore di un commento garbato che ci offre diversi spunti di riflessione sia rimasto completamente anonimo. Mi limito due sole osservazioni: le scelte fatte dalla giunta Ricci e soprattutto i metodi adottati nella gestione amministrativa possono piacere o non piacere e il cittadino dovrebbe avere la possibilità di esprimersi attraverso il voto. Questa possibilità ci viene sottratta dai partiti che si raggruppano (già al primo turno di votazione) in due coalizioni. Così ci troviamo di fronte a una scelta solo condizionata tra destra e sinistra. La minestra è una sola. Su questo tradimento del sistema elettorale credo sia giusto protestare. Però mi sembra sbagliato dire che la minestra puzza e bisogna turarsi il naso per votare. Montanelli si esprimeva in questi termini verso una DC ampiamente corrotta, qui, almeno a sinistra non mi sembra che ci sia niente di marcio.
Anche nei confronti dell'assessore De Cesare credo che si possano fare molte critiche al suo operato, ma come si fa a dire che non ha fatto niente di concreto? non è concreto quel grande quartiere del Villaggio Olimpico che si basa su una programmazione urbanistica completamente nuova?
Criticare va bene, ma negare l'evidenza no.

Anonimo ha detto...

Bravo Mario esortiamo gli elettori di Chieti: forza lasciamo a casa sia Ricci che Di Primio, entrambi non meritano la poltrona perchè dovranno rispondere solo ad esigenze di partito. Votiamo solo coloro delle liste civiche, una cosa é certa: di peggio non potranno fare.

Tom P. ha detto...

@ Mario

benvenuto nel blog e grazie del contributo.

E' giusto guardare anche alle liste minori. Ma quali sono le 3 liste civiche a cui attrubuisci serietà, onestà e indipendenza?

Guardando la scheda vedo tre liste fuori dai 2 schieramenti principali. Una di queste è un partito tristemente noto per i gravi precedenti penali del suo fondatore. Un partito nazionale basato su dottrine razziste e spesso attivo con metodi squadristici. Preferisco votare a occhi chiusi uno qualunque degli altri senza rischio che mi possa andar peggio.

Nelle altre due liste vedo un nome già noto nella scena politica locale per le attività svolte sia con la giunta Ricci, sia con le precedenti giunte di destra. Sarà indipendenza, ma potrebbe anche essere mero opportunismo.

Resta solo una lista che potrebbe avere i pregi da te evidenziati (uso il condizionale perché non conosco i componenti) ed è quella col simbolo nero-verde che racchiude il campanile e la colonnetta. Può essere una soluzione alternativa per chi non vuole confermare Ricci e non vuole ricadere nei disastri del passato, ma non sono molto convinto che il campanilismo sia una buona strada per Chieti.

Come ho già scritto nell'articolo ci sono persone serie, oneste e competenti anche belle altre liste, basta cercarle.

Anonimo ha detto...

Avrai letto il mio articolo" VOTA ANTONIO" ,film comico interpretato da Totò. Dopo più di cinquanta anni è ancora attuale….. Votami,che poi penserò a me stesso!Dall'analisi che ho fatto e penso che sono stato obiettivo,come si fa a gestire una squadra di sette o cinque partiti?
Le persone serie, oneste e competenti io ho molta difficoltà a trovarle. Sarei contento che tu me ne indicassi qualcuno/a, anche in privato, per poterne discutere.
Poi, il campanilismo non pensi che è l'elemento più importante per governare una città?
Se un gruppo di persone, fregandosene di rappresentare un colore politico e che vuole bene alla sua città, ecco il “campanilismo” , si mettessero insieme per governarla, pensi che sia una proposta malvagia?

Luciano Pellegrini

Tom P. ha detto...

@ Luciano. Grazie del contributo.

Antonio La Trippa si candidava in un partitino creato a scopo puramente opportunistico. Era caduto in una operazione "apolitica".

persone serie, oneste e competenti ci sono sempre state e ci sono anche adesso, nonostante tutto. Forse ce ne sono in tutti i partiti anche se meno visibili di chi fa scandalo giustificandosi con un falso "così fan tutti". Disprezzarli tutti per il solo fatto di voler adempiere al dovere della vita politica è un qualunquismo che non ci aiuta.

Non voglio demonizzare il campanilismo. In certi casi, eccezionalmente, può anche diventare importante un interesse locale. Ma io riesco ad accettarlo solo come situazione eccezionale. La regola, a mio parere, dev'essere quella degli scambi e della collaborazione. Il campanilismo è una forma di chiusura egoistica.

L'individualismo è uno dei fondamenti del sistema democratico e per alcuni è positivo anche l'egoismo perché la somma di tanti egoismi produce un equilibrio generale (Mandeville, Smith) ma gli stessi fondatori del liberismo economico non a caso rifiutano ogni protezionismo locale.

Credo che sia necessaria una comunità molto vasta per diluire e armonizzare i contrasti tra le diverse esigenze degli individui. Libertà individuali fortemente garantite da una parte e regole generali rigide e uguali per tutte dall'altra. I gruppi intermedi (famiglia, quartiere, città, corporazione professionale) possono svolgere un'opera di mediazione tra Stato e individuo, ma credo che la loro funzione sia utile solo se intesa come "cuscinetto". Qualcosa che assorbe i colpi e non li dà. Quando la famiglia comincia a imporsi sulla società, a legiferare, nasce il familismo amorale, il nepotismo, gli squilibri e le ingiustizie. La stessa cosa accade quando si rinforzano altri gruppi intermedi (chiese, partiti, logge).

Uno dei più gravi problemi dell'Italia è la forza di molte corporazioni che riescono ad assicurarsi rendite parassitarie, vere e proprie tasse che dobbiamo versare per ottenere servizi per esigenze create artificialmente (revisione auto, manutenzione caldaia, pratica del geometra o del commercialista, visto del sindacato, e altre intermediazioni rese obbligatorie).

Il campanilismo fa parte di questo sistema di divisioni e di competizioni, vede la società umana come lotta tra gruppi. Solo uno sguardo politicamente miope può prendere la difesa del proprio campanile, dalla propria cerchia familiare, del proprio ordine professionale a prescindere da valutazioni di ordine più generale.

Io credo che sia meglio far valere i diritti della persona (uguali per tutte le persone) e fondati su regole condivise nella più ampia dimensione possibile: oggi l'Italia, domani l'Europa, dopodomani l'umanità intera. Non voterei mai per uno che mi dice che le "segnalazioni" o le "raccomandazioni" sono una cosa normale.

Il mio modo di ragionare è esattamente opposto a quello che in questi anni ci sta imponendo la disgregazione sociale in nome del federalismo, del separatismo, della sicurezza, della sussidiarietà, dell'efficienza competitiva (privatizzazioni di beni comuni). La perdita dell'orizzonte comune genera uno smarrimento e spinge molte persone a cercare rifugio nei gruppi e anche nei localismi. Purtroppo molti non si rendono conto che il rafforzamento dei gruppi aumenterà i problemi. Lavorano contro se stessi in modo inconsapevole. La competizione può appassionare, ma è distruttiva.

Perciò nel voto è importante scegliere una persona seria e competente, ma è necessaria anche una visione politica. Bisognerebbe parlare molto di politica, cioè di noi stessi e del nostro modo di vivere e di convivere. Farebbe bene a tutti.

Anonimo ha detto...

Il mio campanilismo-( attaccamento alla propria città, ai suoi usi e alle sue tradizioni anche se la difesa di tali valori può talvolta determinare uno spirito di rivalità anche molto accesa con i centri vicini), è positivo se non si odia o si invidiano gli usi dei "vicini di casa", spesso peraltro simili tra loro.
Accetto in toto la tua profonda riflessione, specialmente la fine del discorso quando nella scelta della persona seria e competente è necessaria la visione politica intesa come partecipazione nostra.

Luciano Pellegrini