03 luglio 2009

Un Consiglio scalino

Non so se c'è stato un seguito alla proposta del consigliere Di Salvatore (riportata da Roberto Di Monte in questo articolo di Chietiscalo.it) di svolgere in una sede di Chieti Scalo uno o più consigli comunali. Voglio riportarla anche qui perché mi sembra una proposta da sostenere.
La presenza istituzionale nella città nuova avrebbe dovuto essere un'abitudine consolidata già da quattro anni. Poteva essere il primo passo per concretizzare le promesse della campagna elettorale in cui si parlava della città bassa come "centro urbano, campus e giardino fluviale".
La valorizzazione della città nuova è importante anche per noi che viviamo nella città vecchia dove i consigli comunali sono una noiosa abitudine. Ai tempi del vecchio sindaco-potestà il consiglio veniva volgarmente denigrato. Siamo lieti che da quattro anni a questa parte non si usa più il termine "democratico" a mo' d'insulto, ma abbiamo letto dalle cronache di Mara Miccoli (qui c'è un esempio) del disordinato andazzo tra nuovole di fumo, chiacchiere e bighellonare distratto di consiglieri.
La maggioranza ha fatto presto a dimenticare la promessa di "creare occasioni per accrescere il senso di condivisione e lo spirito di appartenenza di ciascun cittadino alla vita pubblica della città". Questo spirito non può non cominciare dal consiglio comunale, ma finora non ve n'é stata traccia.
Le videocamere dei giovani che hanno cercato di animare anche a Chieti il MeetUp di Beppe Grillo non sono mai arrivate dentro la Sala del Consiglio. Non sappiamo perché, ma ormai il MeetUp non c'è più, è affondato nella camomilla, e il terremoto ha messo fuori uso anche la Sala del Consiglio.
Rilancio la proposta di Chietiscalo.it perché credo che un Consiglio Comunale convocato in una sede nuova, dove potrebbe esserci anche più spazio per il pubblico, sarebbe un buon modo per avvicinare il Palazzo ai cittadini. Potrebbe cominciare a dare una svegliata a tutti. Sarebbe ora. Credo che la novità costringerebbe anche gli abitanti di Chieti alta ad accorgersi che le decisioni del Comune passano anche attraverso le riunioni del Consiglio.

3 commenti:

MM ha detto...

E' vero, il meetup è "affogato" nella camomilla, purtroppo. Ma alcuni sono sopravvissuti, e si adoperano in altro modo per il benessere della città, seguendo gli stessi principi: "fiato sul collo". Bisogna stargli addosso a questi amministratori, anche se apparentemente non serve. Prima o poi si renderanno conto che devono tener conto dei cittadini e che per i cittadini devono lavorare. Siamo noi che andiamo a votare, che li mettiamo nelle condizioni di governarci. Bisognerebbe votare con maggiore coscienza, cercando prima di conoscere e di capire, senza dar retta alla "propaganda" che ci propinano ogni volta che si va alle urne. Questa volta la campagna elettorale è cominciata prima, per il contrasto tra destra e sinistra che si è creato dopo le ultime elezioni amministrative, ma bisogna guardare le facce, non i partiti. Se le persone sono sempre le stesse, il risultato non cambia. Finora non abbiamo avuto grossi cambiamenti, che ci sia stata la destra o la sinistra a governare la città. Sinceramente, questa volta, dopo aver frequentato i consigli comunali ed aver conosciuto personalmente alcuni dei "nostri" rappresentanti, mi ritrovo in notevole difficoltà ad andare alle urne. Per ora solo l'IDV si salva, o meglio, le persone dell'IDV, e qualche raro altro caso di altri partiti. Ma siamo a Chieti, bisogna tenerne conto. Meglio affogare nella camomilla???

Tom P. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Tom P. ha detto...

@ MM
grazie del contributo. Condivido le tue considerazioni. Mi permetto solo di aggiungere un piccola precisazione che mi serve anche a giustificare la lunghezza dei miei post: l'esigenza o la promessa di cambiamento o le facce nuove rischiano si essere formule vuote perché il cambiamento può portare anche peggioramenti e le facce nuove non sono necessariamente migliori delle vecchie. Bisogna guardare al "cosa si vuole" e per distinguere le cose buone dalle cattive bisogna ragionare senza perdere mai di vista i principi e i valori. Oggi c'è una pericolosa tendenza a buttar via principi e valori insieme alle cose vecchie. Qualcuno li considera pignolerie inutili, trattandoli come ostacolo al "fare". Ma anche il fare non è sempre buono.

Dobbiamo uscire dai luoghi comuni e tornare a difendere i principi e i valori. Quali? io non ho dubbi: quelli scritti sulla nostra bellissima Costituzione.