02 aprile 2009

Un'altra fuga



La scena incredibile, già vista in consiglio provinciale, si è ripetuta anche in Regione: l'intero Centro Destra fugge davanti alla possibilità di rimettere in discussione le autorizzazioni con le quali le compagnie petrolifere stanno per distruggere l'Abruzzo:

L'AQUILA-Duro scontro sul Centro Oli di Ortona ieri mattina in Consiglio regionale. Su invito dell'assessore Mauro Febbo, la maggioranza di centro-destra ha infatti deciso di lasciare l'aula nel momento in cui avrebbe dovuto discutere una risoluzione sull'insediamento petrolifero presentata dai Verdi. Il documemento, molto articolato, sosteneva che con la decadenza delle concessioni, la mancanza dei requisiti ambientali e di salubrità, sarebbe stato opportuno attivare gli uffici regionali per la revoca di tutte le autorizzazioni date a suo tempo per la realizzazione del Centro. Febbo ha prima mostrato la sua contrarietà a discutere la risoluzione («abbiamo presentato un adeguato progetto di legge, l'opposizione fa propaganda»), poi ha invitato i consiglieri della sua parte ad abbandonare l'aula. Vivace la protesta del capigruppo dell'opposizione Acerbo, Costantini, D'Alessandro e dello stesso Caramanico. Acerbo ha parlato di «fuga della destra». Costantini non è stato tenero con Chiodi: «continua a fuggire le proprie responsabilità». Lo stesso ha fratto Franco Caramanico. Per Camillo D'Alessandro e gli altri «l'abbandono dei lavori dell'assemblea non è che la conferma della politica favorevole agli insediamenti petroliferi portata avanti dalla maggioranza di centrodestra che non ha mantenuto l'impegno di presentare ricorso alla Corte Costituzionale per difendere la legge contro il Centro Oli votata nella precedente legislatura e impugnata dal governo Berlusconi». D'Alessandro ha detto ancora che «l'aver evitato la discussione dimostra la volontà del centrodestra di trasformare per sempre il volto della nostra regione». Ed ha poi aggiunto che è pronto «un piano energetico elaborato dal Pd e di cui sarà relatore il consigliere Franco Caramanico». Insomma, secondo l'opposizione, le intenzioni della giunta Chiodi sarebbero ben diverse da quelle manifestate pubblicamente, perché «da una parte si evita il confronto sul problema del Centro Oli e dall'altra si insiste nella politica di trasformazione dell'Abruzzo da regione verde a regione petrolifera». E a conferma è stato citato l'avviso di evidenza pubblica, reso noto ieri, per la valutazione di impatto ambientale richiesta dalla società Edison per la perforazione a mare nel tratto di costa antistante i comuni di Vasto e di Ortona. (...)
dall'articolo di G. De Risio - Il Messaggero 1 aprile 2009
In un momento in cui c'è chi vuole un ritorno alle centrali nucleari, già bocciate da un referendum popolare e in via di abbandono negli altri paesi; c'è chi lo vuole senza neanche domandarsi in che modo saranno gestite le scorie radioattive; in un momento in cui si tagliano i finanziamenti a scuole e università mentre tutti sanno che solo dall'alta formazione può venire una soluzione alla crisi; in un momento così non c'è da meravigliarsi se venga sostenuta anche l'idea di un Abruzzo svenduto ai petrolieri, lo distruggeremo per molto meno del prezzo che i paesi arabi chiedono a chi va a perforare i deserti. E' la disperazione, succede anche questo.
Però vorrei che almeno i sostenitori di questa strategia, che a me sembra folle, abbiano il coraggio di dirlo: Chiodi, Febbo, Giuliante, Di Stefano... ditelo. Mettiamo gli abruzzesi nelle condizioni di poter scegliere. Continuare a dire che il Centro Oli lo voleva Del Turco e ora non se ne parla più, che non è più nei progetti dell'Eni, che non si farà mai, mentre state continuando a cedere TUTTO ai petrolieri e non volete neanche verificare la regolarità delle autorizzazioni con cui questi operano è assurdo!
Qui non stiamo parlando di Ortona (che forse avrà anche un rigassificatore oltre alla discarica di amianto), ma dell'intero Abruzzo, anche l'intera Costa dei Trabocchi, il teramano dove la pesca è già in gravi difficoltà, la campagna teatina con le sue vigne e oliveti e perfino la Majella. Tutto in mano agli speculatori del petrolio che ovunque hanno portato incidenti, disastri, veleni... se è questo che volete, abbiate il coraggio di dirlo, parlate chiaro, non fatelo con l'inganno!

AGGIORNAMENTO: c'è un articolo molto dettagliato sul blog della Prof.ssa D'Orsogna.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Se di vostro gradimento,
potete pubblicare (a titolo gratuito) il mio articolo, intitolato:
"Università e sviluppo locale della città di Chieti"

Breve riassunto:
Lo sviluppo della città di Chieti deve essere pensato intorno alla sua
Università,
potenziale formidabile volano per lo sviluppo locale della città.

Saluti
Il cittadino Andrea Polidoro
andrea.polidoro@yahoo.it
Ripa Teatina

Titolo: Università e sviluppo locale


Ho studiato e mi sono laureato nella città di Bologna e tra le prime
riflessioni che feci, vivendola, ci fu che quella città prosperava e viveva
in perfetta simbiosi con la sua centenaria Università e con noi ragazzi
universitari che provenivamo da tutta Italia. Essa sembrava già predisposta
ad accoglierci. Tutto ciò che ci occorreva, quasi magicamente, passava sotto
i nostri occhi e per noi non restava che studiare. A tutto il resto,
sembrava davvero pensarci la città di Bologna. Librerie, copisterie, uffici,
informazioni, convegni, dibattiti, alloggi, mercati dove fare spesa
risparmiando, ecc.. Noi universitari eravamo il target prediletto di negozi,
punti vendita, iniziative culturali, cinema, teatri e quant'altro. Quanti
soldi, noi studenti, lasciammo in quella città, eppure ancora oggi, nessuno
di noi ritiene davvero che quei denari siano stati spesi male. Il ritorno ci
fu in termini di istruzione, cultura, esperienza ed anche divertimento.
Bologna era una città accogliente, in quanto pensata attorno alla sua
Università. E questa accoglienza le fruttava enormi quantità di denaro, che
passavano dalle nostre tasche alle casse della città. Dico questo, perchè
ritengo che sia proprio quanto oggi la città di Chieti non colga. Essa non
riesce a profittare della presenza di una Università di tutto rispetto, in
forte espansione in termini di credibilità e rinomanza. Ecco, io credo, che
la città di Chieti debba ricercare con convinzione la consapevolezza che
l'Università può rappresentare un volano di crescita formidabile per lo
sviluppo locale della città. Qualche tempo fa si parlava di trasferire una
facoltà universitaria sul colle. Io proponevo di individuare un palazzo
storico nel centro di Chieti e dedicarlo alle cerimonie di laurea. Comunque
al di là delle proposte concrete, che sia chiaro devono arricchire tutta
Chieti e non penalizzare nessuno, il senso del mio dire vuole essere quello
di spezzare una lancia a favore di quanti sostengono e vogliono attuare
l'idea che la direttrice strategica lungo la quale va pensato lo sviluppo
locale della città deve essere quella della "Chieti Città Universitaria".
Gli studenti possono far affluire grandi quantità di ricchezza per tutta la
città, ma devono trovare grande accoglienza, servizi, strutture, spazi
fisici, opportunità culturali e in ultimo, anche divertimenti e svaghi. Per
questo io credo si debba fare davvero di più in tal senso, perchè quanto più
e meglio Chieti saprà offrire, tanto più tutta la città potrà crescere e
prosperare.
Andrea Polidoro, Ripa Teatina

Tom P. ha detto...

Grazie del contributo, Andrea. Sicuramente lo utilizzerò perché è coglie bene il tema del mio blog e formula una proposta che aiuta a precisare quell'idea di città che sto cercando di disegnare fin dall'inizio della mia attività di blogger. Spero di poter contare ancora nella tua collaborazione per il futuro.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.