18 aprile 2009

Requiem

Avrei voluto pubblicare un paio di contributi ricevuti, avrei voluto proporre alcune nuove riflessioni su Chieti, sulla qualità della vita a consumi ridotti e anche sul turismo locale a poche settimane dall'inizio dei Giochi, ma il terremoto non risparmia i blog: cambia la visione delle cose e cambia il senso delle parole.

E' necessaria una pausa. In questi giorni abbiamo visto che il terremoto si associa a molti temi:
la paura e il suo perdurare,
la potenza distruttiva del sisma,
la conta dei morti,




la scienza,
il lavoro,
gli uffici che si spostano,
la ricostruzione,
la storia,
la solidarietà,
i sismografi,
la mafia e i timori delle sue infiltrazioni,
il petrolio e i rischi che apre nel nostro territorio,
i borghi,
le new town,
la satira,
i bisticci della politica,
i quattrini,
i giovani,
la musica...



la voce e la bellezza di Alessandra Cora, quasi impossibile da pensare al passato,
il vigore sportivo di Lorenzo Sebastiani,
l'arte,
l'impregilo,
le polemiche accademiche,
l'urbanistica,
l'edilizia ...

ma nel dopo terremoto si scopre anche una nuova socialità, più bella, più ricca di contatto umano, più vicina alla verità delle cose. Ne parlavano ieri a Le Iene alcuni sfollati delle tendopoli. Possiamo anche sperimentarlo nella nostra quotidianità. Questo ci fa sperare che dopo il silenzio che oggi s'impone per dovere e per rispetto, poi molte cose di quelle che a me sembrano importanti potranno essere dette meglio. Ci saranno persone che avranno già dimenticato, ma anche persone più disposte a comprendere i valori autentici esaltati da questa dolorosa esperienza.

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