30 ottobre 2007

Mai dire Chieti

Qualche volta accade che nel blog si sviluppano discussioni interessanti (forse è proprio questo il bello del blog), ma accade in modo imprevedibile e senza relazione con l'articolo postato. Perciò per riprendere l'ultima in modo più appropriato riassumo gli elementi contenuti in uno dei commenti:

- I taxisti Teatini non possono entrare nell'areoporto d'Abruzzo che si trova in provincia di Chieti. L'accesso è riservato solo a quelli di Pescara e di San Giovanni Teatino.
- I centri commerciali di Sambuceto nelle loro pubblicità omettono di trascrivere la provincia e spesso indicano Pescara benché le loro attività siano ubicate in provincia di Chieti.
- Una concessionaria di autovetture ha indicato anche nella grande insegna luminosa "PORSCHE PESCARA" pur stando a Sambuceto, cioè a San Giovanni Teatino in provincia di Chieti.

Sono solo alcuni esempi di una lamentela ormai cronica sul nome di Chieti che viene spesso oscurato a vantaggio di Pescara. La lamentela è sicuramente giusta e fondata. Capisco bene che l'orgoglio teatino ne sia ferito, ma chiediamoci da dove nasce il problema.

Quando sono andato nel nord Italia (prima come studente e poi per lavoro) il primo consiglio che ho ricevuto da alcuni amici chietini arrivati lassù prima di me era di non dire mai "Chieti". Se vai a domandare casa o lavoro e dici di essere di Chieti ti chiudono la porta in faccia perché pensano a Rieti o Vietri o comunque a qualcosa che sta probabilmente tra Foggia, Caserta e Catanzaro, cioè nel profondo e disperato sud. Bisogna dire Pescara, perché Pescara nell'immaginario diffuso si trova poco sotto Ancona.
Inutile dire Abruzzo: il nome della nostra regione non riesce a restituire una degna collocazione nella mente di chi non conosce Chieti, perché Abruzzo fa rima con pastore, lupo, zampogna... quindi bisogna dire Pescara. A Pescara c'è il mare, c'è la stazione, non ci sono i tratturi e i cinghiali. Non c'è altro modo per rendersi presentabili.
L'esperienza mi ha confermato che questi consigli, per quanto apparentemente assurdi, coglievano nel segno.
Perfino in una bella enciclopedia digitale, venduta qualche anno fa da un'illustre casa editrice, "Pescara" era indicata come città situata nelle "Marche". Troppo grave come errore di geografia, era un vero lapsus freudiano.

Ignoranza e pregiudizio hanno fatto di molti abruzzesi una sorta di immigrati clandestini dentro il proprio paese, con la necessità di nascondere e distorcere le informazioni sulla propria provenienza: teatini, lancianesi, pennesi, guardiesi, ortonesi, vastesi... diventavamo tutti di Pescara, unica denominazione utilizzabile senza evocare un tanfo di pecore, di stalle e di antiche superstizioni. Per i chietini c'era uno svantaggio in più perché poteva capitare che qualcuno conoscesse Chieti ed era sempre per questioni di naia. Così Chieti diventava il sinonimo della dura esperienza fatta nei mesi da recluta o di qualche infortunio che aveva richiesto un controllo o un ricovero all'Ospedale Militare. Ricordi spessi amari e sgradevoli.

Adesso come possiamo meravigliarci di vedere che anche i commercianti preferiscono spendere il nome di Pescara quando vogliono rivolgersi ad una clientela di varia provenienza? "Porsche-Pescara", mi sembra ovvio.

Sto rigirando il dito nella piaga? lo so, ma credo che dobbiamo imparare a reprimere il grido che viene dall'orgoglio ferito per cominciare a lavorare davvero e in concreto per cambiare quelle associazioni mentali stratificatesi nell'ultimo secolo. Forse ci vorrà un altro secolo per vedere i risultati, ma sono certo che l'immaginario della gente cambierà solo se Chieti saprà fare qualcosa. Fare non dire! Se sarà capace di ospitare degnamente i forestieri, non tanto i turisti (che non ci sono) ma quelli che ci sono: gli studenti, i docenti, i militari, i pescaresi che arrivano fino al Megalò e gli atleti che probabilmente verranno per i giochi. Non accogliamoli col piagnisteo, con le rivendicazioni di principio, con le cucullate. I forestieri non staranno a considerare la fondatezza delle nostre ragioni, potranno solo registrare il disagevole impatto col nostro senso di frustrazione e di rabbia. Così l'immagine della città potrà solo peggiorare e lo stiamo già facendo.

Quando leggo sul giornale che l'Aereporto è vietato ai tassisti teatini ho una duplice reazione: da una parte sono indignato perché questo non è un gioco di nomi o di semplici distorsioni geografiche, questa è una discriminazione bella e buona che va condannata e rimossa; dall'altra parte però sono consapevole che quella notizia è una sciocchezza, chi l'ha data non ha pensato al disastro che provoca nell'immaginario di chi, da fuori, viene a sapere che il "nostro" aereoporto rifiuta i "nostri" tassisti. Per dirla in altre parole: se un padre scopre che il figlio si fa la pipì addosso dovrebbe insegnargli (in privato con calma e pazienza) a gestirsi meglio oppure dovrebbe sgridarlo davanti a tutti per svergognarlo ancor di più?

Ecco, i chietini sono troppo impegnati a sgridare, rivendicare, polemizzare e non lo sono per niente nel prendersi cura di se stessi e della propria reputazione. Per farlo dovrebbero prendersi cura degli altri, dovrebbero riservare una buona accoglienza allo straniero, allo sconosciuto, allo studente, al professionista di passaggio, alle famiglie dei tanti degenti nei diversi ospedali della città... tutte cose che non possono essere demandate all'amministrazione municipale (qualunque essa sia), tutte cose che a Chieti sembrano non interessare a nessuno perché Chieti è troppo impegnata a pensare a se stessa e ai propri guai che ovviamente, continuando così, non finiranno mai.
.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

molto spesso mi vergogno di essere italiano,per non dire poi abbruzzese(volutamente e dispregiativamente con due b),ma mai e poi mai mi sono vergognato e mi vergognerò di essere teatino e di dire al mondo intero quale è la mia 'nobile' origine.Certo nel mio piccolo non posso fare molto per promuovere la mia e nostra identità,mi limito per quanto è possibile a farlo attraverso internet,siti di informazione,turistici e fotografici per far conoscere a tutti le bellezze(spesso nascoste) della nostra amata città e ovunque io vada,in italia o resto del mondo indosso sempre indumenti(maglie,cappelli o felpe)che richiamano al nome della nostra città.
Penso che il male di tutto,anche di una certa mentalità 'chietina'(un pò gretta e provinciale)e non teatina della gente di Chieti sia dovuto al totale menefreghismo della classe politica e delle istituzioni,lontane anni luce dalla gente,che non permettono il naturale sviluppo della nostra città,in modo da renderne orgogliosi più persone possibili e anche e soprattutto che permettono a tutto e tutti di metterci i piedi in testa(leggasi università di Ch-pe,area metropolitana,ecc).
Chiudo nel dire che ci sono milioni di motivi per essere orgogliosi di essere teatini,l'ultimo per importanza,anche se molto significativo è questo:se un semplice pescarese(di origine incerta)è orgoglioso della sua città,come potrebbe non esserlo cento o mille volte di più,un cittadino fiero della nobile Theate???

Theate'74

UomoQualunue ha detto...

Per la cultura la Regione concede al capoluogo teatino il 3% dei contributi, a Nereto il 24%, per Chieti, quidi, solo briciole. Seicento euro per l'edizione 2007 del Presepe Vivente (svoltasi a gennaio), 287 euro per il Carnevale (svoltosi in febbraio) e la "bellezza" di 967 euro per Chieti d'estate (chiusasi poco più di un mese fa): sono queste le cifre che l'assessorato alla Cultura della Regione ha concesso alla città per le manifestazioni culturali e ricreative dell'anno in corso.Un "finanziamento", disponibile a partire dallo scorso 28 settembre dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, che costituisce appena il 3% dell'intero ammontare del capitolo relativo alle spese correnti: una percentuale irrisoria, se paragonata, per esempio, al 24% concesso al Comune di Nereto, che ha poco più di 4 mila abitanti, senza contare il ritardo con il quale i fondi sono arrivati. Indignato il consigliere regionale e segretario dell'Udeur (partito che comunque è in maggioranza), Liberato Aceto, che ha preannunciato un'interrogazione nei confronti dell'assessore alla Cultura, Betti Mura: «L'assessore - spiega Aceto - si dovrà confrontare con il giusto rifiuto di tanti Comuni, in quanto la certezza del contributo è arrivata dopo che molte manifestazioni estive sono saltate a causa dell'incertezza del contributo stesso. Come si è proceduto alla sospensione della così martoriata legge Omnibus penso sia giusto prendere in esame la possibilità di sospendere anche tali finanziamenti. L'assessore Mura dovrà anche spiegare i metodi di tale discrezionalità: i cittadini hanno il diritto di sapere perché una città come Chieti non meriti rispetto come alcune della provincia di Teramo». Questi vogliono cancellare la "cultura" a Chieti, forse perchè questa a questa massa di ignoranti che ci governano fa tanta paura.

UomoQualunque

Anonimo ha detto...

il male di tutto sono i SINISTRI!
restate in un angolo a farvi le canne e non ci rompete le OO!

CH88-nostalgia del ventennio!

Mauro G. ha detto...

Ciao anche io ho vissuto per 5 anni fuori Chieti, a Londra , ho imparato che nel descrivere la mia zona di provenienza, agli Italiani,era molto meglio dire che venivo da Pescara, era una cosa che odiavo ma prendeva meno tempo . Solamente le persone del centro-sud Italia hanno più o meno idea di dove e cosa sia Chieti.E' una cosa molto sconfortante ma dobbiamo ammettere che Chieti non e', e non sarà mai una Città.E', purtoppo,è solo colpa nostra e di chi ci ha preceduto.E pensare che Pescara è solo nata un centinaio di anni fa, mentre Chieti esiste da prima di Roma.Cosa diavolo ci relega da sempre all'essere una piccola città di terza categoria? Una maledizione forse? Cosa si puo' fare per uscire da questa situazione? E' probabile che tra un centinaio di anni Chieti sara' completamente inglobata nel comune di Pescara e magari le cambieranno il nome in :"Pescara Colli Sud",tutto è possibile.Ciao e spero proprio che un giorno salga al potere un'amministrazione che sappia dare a Chieti il giusto valore di città capoluogo di provincia

Robin Hood ha detto...

mmmmm

Robin Hood ha detto...

scusate per il messaggio di prima, ma non riuscivo ad entrare e stavo facendo delle prove.
Penso che Chieti sia rimasto un semplice paesotto per un motivo ben preciso, la disputa con la parte nuova della città; mentre tra Chieti Alta e Chieti Nuova si continua la disputa fratricida, tutt'intorno le cose cambiano e non ci stiamo accorgendo che tra poco verremo assorbiti da Sambuceto che oggi rappresenta, di fatto, già un quartiere di Pescara, per non parlare poi dei paesi come Manoppello, Rosciano, Cepagatti che crescono a vista d'occhio, poi abbiamo Lanciano e Vasto che premono sul piede dell'accelleratore perchè si sentono frenati da Chieti camomilla che è diventata una zavorra per tutta la provincia.
I nostri uomini politici non hanno fatto nulla per cambiare questo stato di cose anzi hanno continuato ad alimentare il fuoco del campanilismo tra le due parti della città che di fatto non sono assolutamente in competizione tra di loro, ma a noi Chietini o forse è meglio dire "Cretini" ci piace fare la guerra in casa e lasciare che altri giorno dopo giorno rosicchino un pezzo della nostra storia.
Robin Hood

Anonimo ha detto...

ma quanto disfattismo...
alla fine la causa di tutto siamo noi
e che dovrebbero dire a teramo,isernia,ascoli,ecc oppure proprio vasto ortona lanciano..
mò addirittura verremo assorbiti da manoppello e sambuceto...incredibile
basta avere un pò di amor proprio,andare fieri a testa alta ed essere sempre orgogliosi della propria identità
e cercate di fare qualcosa di buono per questa città nella vita di tutti i giorni,anche le cose piccole servono(non entrare in centro con l'auto è una di queste).
Inutile lamentarsi della piazza grande sempre piena di macchine se poi li in mezzo c'è anche la nostra.Iniziamo a comportarci in maniera differente.
e poi tutto sto mito a pescara glielo date solo voi..basta farsi un giro per la città e capire la pochezza e il grigiore che c'è-

Anonimo ha detto...

Amico mio..non vorrei deluderti, ma se credi che Chieti sia meglio di Ascoli, Teramo, Isernia e perfino Lanciano e Vasto...bhe avrei due considerazioni da fare:

- ti muovi poco e quindi non conosci quelle realtà

- hai scelto esempi poco consoni ed inappropriati. Dovevi forse paragonare la Chieti odierna a qualche piccolo centro dell'interlhand pertenopeo..non meritiamo di più.

Si. E'proprio questo il punto per cui in tanti come me, che scrivono su questo e molti altri Blog cittadini ( credimi, di orgoglio ne hanno abbiamo da vendere) sono così incazzati verso questa amministrazione che ci sta affossando a tal punto da non poter reggere più il paragone non solo con le città sopracitate ma persino con le piccole cittadine di provincia che non ci riconoscono più lo scettro di capoluogo di provincia.

Le partite del Chieti A.S.D. ne sono un chiaro e lampante esempio. Ci odiano perfino nel più sfigato dei paesi posto al confine provinciale. Chi segue le sorti del Chieti calcio sà di cosa parlo.
Non si tratta di luogo comune, perchè non ci sono mai stati precedenti sportivi che possano ricondurre le circostanze e gli eventi che si creano alla sola competizione sportiva o di campanile.
Non è possibile che a Casoli come a Guardiagrele o Ripa Teatina che è dietro l'angolo, ti debbano odiare perchè sei di Chieti.

Dobbiamo riprendere il controllo politico, culturale e sportivo che fanno del capoluogo il centro di aggregazione della sua provincia: sinergia con il territorio circostante in primis.

Chieti deve riprendere il posto che merita sotto ogni punto di vista.
Per fare questo è fondamentale il cittadino si, ma non da meno chi lo rappresenta..e ad oggi questi signori hanno fallito.

Se credi che stia dicendo stronzate, prendi la macchina e fai un giro a Teramo.
Prendi l'A/14 uscita TERAMO-Giulianova ( anche se il capoluogo è a 25 km l'uscita si chiama così )poi segui per Teramo-Mare che anche quella si chiama così...poi inizia a guardarti attorno: strade, segnaletiche, pulizia, sport...Basket serie A, calcio serie C..
Strutture...vedi nuovo stadio e centro commerciale con tanto di riproduzione del centro cittadino all'interno, università di Teramo..anche quella si chiama così, centro storico pedonale con varchi elettronici, parcheggi interrati in costruzione in due piazze del centro, monumenti ben conservati e visitabili, bar decenti, ristoranti, locali e tant'altro da vedere.
Inoltre anche lì una vasta scelta di abitazioni e nuove costruzioni per tutte le tasche.

Da noi si ha paura a scrivere Chieti anche sulle insegne cittadine e addirittura le segnaletiche stradali sono vecchie, scolorite e distribuite male.
Basti pensare che all'uscita del raccordo Ch-Pe uscita Piceno-Aprutina dove c'è la camera di commercio...per capirci meglio, puoi trovare la segnaletica che ti indica: Chieti 6 km.
Neanche se lì fossi in un altro comune!!!


Vorrei ricordare a tutti che a Chieti il mercato immobiliare e piantato.

Pochissime nuove costruzioni, tante vecchie abitazioni in vendita = svuotamento della città.
I giovani, quei pochi rimasti comprano attorno, vedi Manoppello Cepagatti, Sambuceto che ci hanno già assorbito mentre noi stiamo ancora scrivendo sul da farsi.

Tra dieci anni di questo passo saremo la settima o la ottava città della regione come numero di abitanti.

Proprio Teramo solo dieci hanni fà contava 43.000 abitanti. Oggi 57.000. Proprio come noi che sai quanti eravamo dieci anni fà: 60.000.
Questi sono i fatti.

Ti sconsiglio vivamente infine di andare in Ascoli.
Rimarresti deluso nel capire quanto siamo rimasti indietro.
Il capoluogo Piceno è un vero e proprio gioiellino.

Questo non disfattismo.
E' la realtà che ci stiamo vivendo con un amministrazione incompetente, priva di idee e risorse per far crescere una città che sta pian piano diventando sempre più paese.

Saluti a tutti.

-66100-

Anonimo ha detto...

66110

le cose che dici sono tutte vere, ma davvero credi che se gli altri ci odiano tanto questo deriva dal fatto che la città non ha una buona matutenzione o una buona amministrazione?

GdF

Anonimo ha detto...

Caro 66100 potresti anche avere ragione,ma tu veramente credi che chi abita in quei posti(isernia,lanciano,vasto,teramo,
pescara,ecc)sia veramente felice??
mi sono reso conto che chi è obiettivo e non ha i paraocchi(molti pescaresi li hanno..)si rendono perfettamente conto che vivono in contesti con molti limiti.Come noi ci lamentiamo delle gravi carenze che ha la nostra città,allo stesso modo fanno quelli che abitano nelle altre città,nè più nè meno.L'erba del vicino è sempre più verde,è sempre stato cosi e sempre lo sarà,non c'è niente da fare.

Robin Hood ha detto...

anonimo
Chieti è l'unico capoluogo di provincia che perde ogni anno dai mille a duemila abitanti, questo per te è un buon risultato, è la città che ti aspetti? non credo proprio, poi se tu dici che noi che critichiamo questa passività ci rende disfattisti ti sbagli, forse è disfattista chi sta alla finestra a guardare senza fare nulla senza sperare in qualche cosa di meglio.
Sono decenni che Chieti cammina come i gamberi e questo grazie alla nostra mentalità di cittadini passivi, non per nulla ci chiamano la città della camomilla, si camomilla ma non per i furbi e i delinquenti purtroppo.

Robin Hood (M. Di Fabrizio)

Roberto Di Monte ha detto...

Sinceramente ogni giorno che passa sono sempre più convinto che a Chieti non abbiamo capito un cavolo di niente. 40 anni di DC e sapete tutti come è finita, 12 anni di Centro-Destra con una città in caduta libera, due anni di Centro-Sinistra con soggetti che non sanno come arrestare la caduta ed anzi, ne aumentano la velocità, ed oggi siamo ancora a parlare di chi abbia fatto peggio, questa o quella amministrazione. Ma rendetevi conto che Chieti è allo sfascio per tanti motivi, non solo per le colpe di Sindaci ed Assessori ma soprattutto per la mentalità chiusa a riccio con la quale siamo stati abituati a convivere. Per il "chietino tipo" la colpa è sempre degli altri. Se Pescara è più considerata la colpa non è solo dei politici ma anche e soprattutto di chi ha considerato Chieti solo il Colle, trascurando l'unico spazio a disposizione per un eventuale sviluppo: Chieti Scalo. A Chieti Scalo ci sono gli spazi, se Chieti è così come la vediamo oggi è perchè nessuno ha ritenuto di sviluppare la città nell'unico territorio possibile, e non ha fatto altro che ghettizzare San Martino e Brecciarola continuando a considerare lo Scalo una periferia qualsiasi. Perchè continuare a romperci l'anima creando ancora divisioni come quelle nette di quando eravamo ragazzi (chi ha più di 40 anni di certo lo ricorda), di quando gli abitanti dello Scalo erano della "bassa", da prendere a calci in culo, presi costantemente a parolacce dai bulletti della Villa Comunale. Chieti è unica? Bene, cominciamo a creare una seria condizione di sviluppo considerando le vere vocazioni della città alta e di quella bassa e smettiamola di considerare nemici coloro che abitano in paesi e città vicine. Qualcuno diceva che Ripa Teatina, Casoli ecc, avversari del Chieti nel campionato di calcio ci odiano, ma forse questo è solo per colpa nostra, non sappiamo comprendere che ci siamo isolati per decenni credendo di essere migliori degli altri. E' vero che Chieti si svuota, ma perchè i prezzi delle case sono andati fuori dal mondo ed a Manoppello, Villanova ecc. costano meno; non si svuota di certo perchè c'è chi rinnega le proprie origini e preferisce fuggire. Incominciamo noi stessi ad andare a testa alta dicendo a chi ci chiede da dove veniamo "io sono di Chieti" e vedrete che tutto andrà meglio. Abbandoniamo i nostri comportamenti da "chietini" e facciamo il nostro esame di coscenza, la nostra brava autocritica. Non sono sempre gli altri che sbagliano, Chieti Alta, e lo ripeto, è una bella città ma non ha spazi per un eventuale sviluppo. Eravamo noi che dovevamo svilupparci verso Pescara e non viceversa, ma poichè Sindaci ed Assessori della nostra bella città sono stati sempre di Chieti Alta, il campanilismo ha prevalso, anche nei confronti dello Scalo; lo Scalo è sempre Chieti ed oggi è il vero motore della città, pensate solo se avesse avuto la considerazione che meritava, ne avrebbero giovato tutti gli abitanti e non ci sarebbero stati esodi biblici verso i paesi del circondario. Adesso ci si lamenta che da Chieti vanno via anche le caserme, dopo l'università,l'ospedale, gli uffici, IVA, Imposte Dirette e Registro, ci si chiede: cosa ci rimane? E adesso basta con domande cretine, siamo stanchi di sentire sempre le stesse cose, sono 20 anni che ci si chiede cosa ne sarà di Chieti e nessuno fa nulla. Gli uffici sono andati via da tanti anni e sarà difficile che possano tornare a Chieti Alta, così come l'ospedale e l'università alla quale oggi si sta elemosinando una facoltà da riportare in centro storico; non credete che sia il momento di smettere di cazzeggiare cercando colpe di questa o quella amministrazione e sia invece il caso di impegnarsi per capire cosa sia in realtà Chieti, se carne o pesce, se città o paesotto? La risposta è dentro di noi. Meditate gente, meditate.

Roberto Di Monte

Robin Hood ha detto...

Sono perfettamente in sintonia con te Roberto, ci si ricorda di Chieti Scalo solo durante la campagna politica e poi .......... nulla; la cosa che ti fa più rabbia di tutti e che di rappresentanti dello scalo, nell'amministrazione comunale, ne abbiamo in gran numero ma sembra che se ne freghino a partire da quella figura inutile del delegato Sindaco dello scalo, non abbiamo bisogno di nessun delegato, Chieti è una ed unica non continuiamo con le discriminazioni solo per far stare zitto qualcuno e accontentare con le poltrone gli scalpitanti partiti politici.
Guardate lo sviluppo di San Giovanni Teatino o meglio di Sambuceto, loro non si sono arroccati sul colle come ai tempi del feudalesimo, si sono espansi nella valle con attività commerciali, artigianali, piccola e media industria e abitazioni civili di ogni genere, lo scalo invece è rimasto quello di 50 anni fa, tranne per qualche nuovo palazzo nato grazie a varianti al PRG, già il PRG fermo agli anni 60. Vivo a Santa Filomena e la ricordo così da quando ero in fasce ben 45 anni fa, l'unico cambiamento è stato quello della realizzazione del Megalò, e il proliferare incontrollato di discariche di ogni genere.

Anonimo ha detto...

Roberto, quì non è più un problema, chieti-chieti scalo..che anche io posso ricordare fino ad una ventina di anni fà. Il problema adesso è che se non funziona qualcosa in una città, non può essere il cittadino a prendere la cazzuola ed il cemento per chiudere una buca o prendere un giravite e smontare i cartelli stradali dissestati per sostituirli. Non parliamo poi delle scelte per l'ubicazione di edifici pubblici, come l'ospedale o l'università in quanto oltre a manifestare il tuo punto di vista ...non puoi ottenere di più!!
Chi amministra la città deve adempiere a questi doveri..si doveri...perchè il cittadino che paga le tasse..e fà il suo dovere.. non vuole vivere in un contesto di degrado..come quello che sta attanagliando la città intera, dal colle allo scalo...altrimenti se vede che a pochi km, proprio dietro l'angolo c'è una realtà migliore..ed anche a prezzi più bassi, questo prende e fà le valige senza pensarci sù due volte.
E' quello che sta accadendo da molto tempo a Chieti, è vero. Ma oggi 5 novembre 2007, e da ben due anni, l' amministrazione che rappresenta la mia città ( io non mi sento rappresentato per nulla da loro, penso che sia ben chiaro a tutti ) è quella di sinistra, del sindaco Ricci e la sua giunta.
Come posso prendermela con qualcun'altro?
Ora ci sono loro che avevano bombardato il popolo, di promesse e miracoli da compier...che a quanto pare non ci sono stati.
E' questo il vero problema che tocca oggi la città di chieti e la sua cittadinanza.
Sono consapevole che anche nell'opposizione c'è poco e nulla quindi creare una lista civica di " amanti della propria città " , senza scopi politici e di interesse economico ( utopia? )non sarebbe male. La ns voce non resterebbe più anonima.
Per concludere ti dico che... a testa alta chi e Teatino vero, ci và da quando è nato portando con orgoglio il nome di Chieti in giro per il mondo.

Saluti a tutti.

- 66100 -

Maurizio Cantatore ha detto...

Buongiorno, gentile Tom. mi perdoni se utilizzo il suo blog per comunicare una iniziativa a tutti, ma questa arriva da una osservazione e da una necessità.
Leggendo sul blog di Grillo i meet up presenti sul territorio italiano, ho notato che ci sono gruppi in tantissime città quali FABRO (2.969 abitanti), CERTALDO (16.042 ab.),ERBA (16.901 ab.), GRADO (8.641 ab.).
E Chieti? 58.000 ab. (in calo clamoroso) senza meet up, morta, sepolta, passiva, ignorante e retrograda verso qualunque forma di attività. Ci lamentiamo, di tutto e di tutti, ma non facciamo assolutamente nulla, restiamo a guardare, restando sotto le nostre coperte, come se a noi in realtà tutto ciò non ci sfiorasse, come se non facessimo parte di questa italia ormai in decomposizione.
C'è bisogno di operare in maniera attiva sul territorio.
Una domanda...ma nelle riunioni delle nostre amministrazioni, dopo il v-day, c'è qualcuno che si è presentato come spettatore?come hanno fatto in tante città italiane.
Cominciamo anche noi a rompere a qualcuno in alto...partendo proprio da questo blog, raccogliamo le adesioni e formiamo un gruppo meet-up, cominciamo a partecipare alla vita della nostra città, basta a guardarla solamente, muoviamoci, combattiamo per ridare a Teate la sua dignità...possiamo farlo se solo vogliamo.
Io ho gettato l'amo e spero davvero che qualcuno risponderà altrimenti, non avrò più parole di speranza per questa città, destinata ad essere inghiottita dalle grandi e fuori dai nostri confini anche io dirò di essere di Pescara e non di Chieti, una città che è in coma ma che non vuole lottare per sopravvivere.
Grazie e scusate per lo sfogo.

Anonimo ha detto...

i tanti problemi purtroppo non si risolvono sfogandosi sui vari siti

se vi fate un giro sui vari siti/blog(come questo,ma riferito alle altre città)leggerete piu o meno gli stessi commenti negativi,perchè è nella natura umana lamentarsi sempre.
Non voglio dire che non vi dobbiate lamentare,anzi è un modo per fare vedere a chi ci governa che le cose non vanno bene,ma non mi venite a raccontare che altrove stanno meglio.State creando un mito attorno addirittura a sambuceto...
ma non siete troppo masochisti??
magari sui blog degli abitanti(ammesso che ne esista almeno uno)troverete mille lamenti su come lì non ci sia niente,solo enormi centri commerciali e gli scarichi e l'inquinamento acustico di un ingombrante aeroporto.
a Chieti ci sono TANTISSIME cose che non vanno bene e andrebbero migliorate,ma non mi venite a parlare di città moribonda(quelle strutture:ospedale militare,banca d'italia,ecc le stanno chiudendo ovunque nei piccoli centri).

sarò sempre orgoglioso di dire a tutti che sono di Chieti e mai e poi mai dirò che sono di quella squallida città piena di zingari albanesi e rumeni,ma ovviamente ognuno è libero di sentirsi cittadino del mondo.Che ci sarà poi da vantarsi di essere pescarese(sono in cima a tutte le classifiche,soprattutto quelle negative,ma credo che il mito del pescarese ce l'abbiano più i 'chietini' che i pescaresi stessi..)

saluti

Tom P. ha detto...

@ Maurizio

Anch'io mi sono sempre chiesto perché tra le quasi 200 città in cui si è costituito un meet-up non c'è Chieti.
Posso dirti però che qualcosa si sta muovendo e un tentativo è stato fatto anche se è ancora privo di contenuti e non compare sulla Home Page di Grillo:
http://beppegrillo.meeup.com/648/

Conosco questa iniziativa perché ogni tanto vado a leggere i forum di Pescara. Sempre da lì bisogna partire purtroppo.

Mauro G. ha detto...

non e' una cattiva idea il meet-up

Magdalena ha detto...

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