27 agosto 2016

Il terremoto di martedì notte

La scossa sismica ci ha svegliato alle 3,36. Quasi la stessa ora dell'altra volta, quel 6 aprile 2009, quando il terremoto distrusse L'Aquila e uccise più di trecento persone. Anche stavolta il numero di morti è spaventoso: 281 e speriamo che non ce ne siano altri.

Alla tristezza della tragedia già si aggiungono altre tristezze e altre miserie.

Mentre il magnifico capoluogo abruzzese veniva sconquassato c'erano farabutti che ridevano immaginando i milioni che avrebbero potuto guadagnare grazie alle loro buone amicizie. Misero in piedi il fantastico teatrino dell'efficienza berlusconiana e delle new-town, ma per fortuna qualcuno aveva registrato le loro telefonate. Ora ci sono parole molto simili che vengono pronunciate in diretta TV dal presentatore di corte: "ma vi rendete conto di quanta ricchezza immobiliare porterà questo terremoto?". Ma certo dottor Vespa sarebbe il caso di festeggiare e poi sperare che possa esserci un terremoto per ogni provincia, vero?

L'inamovibile Bruno Vespa è lo stesso che invita in TV il figlio del boss mafioso, gli sgherri di mafia capitale, il delirante Adel Smith spacciato come rappresentante dei musulmani. L'altra sera ha avuto l'ardire di affermare e ribadire che il centro storico de L'Aquila è stato tutto ricostruito. E pensare che lui è anche un aquilano. Squallore infinito.

Su Huffington Post leggo il post con cui Enrico Mentana ha denunciato la pestilenza di chi scrive: "nelle tendopoli metteteci gli immigrati, così lasciano agli sfollati le camere negli alberghi a 5 stelle".   E' evidente - conclude Mentana - che non gli interessa né degli uni né degli altri. Vogliono solo contribuire a loro modo, versando bile.

Su questa osservazione ci si dovrebbe trovare tutti d'accordo. Tutti, salvo qualche povero idiota che crede alla storiella dei profughi ospitati in alberghi a 5stelle. In Italia tutti dovrebbero aver visto come sono accolti e alloggiati i profughi, tra CPT, CARA e strutture fatiscenti predisposte dalle finte cooperative  dei Buzzi e dei Carminati che si arricchiscono sulla disperazione altrui.
I commenti al post di Mentana ci mostrano uno sfacelo morale e civile inimmaginabile. Uno squadrismo fatto di insulti rivolti a chiunque esprime qualche segnale di umanità o di concretezza.  Nessuno l'ha mai visto l'albergo a 5stelle, ma per molti che l'hanno sentito ripetere è un'evidenza. C'è uno che se la prende anche contro la proposta di girare ai terremotati i 120 MILIONI del SuperEnalotto. No, non si può fare, ci dice, perché il jackpot fa parte di un contratto, la Sisal è una ditta privata. Guai a voler intaccare la gran fortuna del potenziale futuro e ipotetico vincitore per ricostruire vere case ai veri terremotati. Mi sembrano puri esercizi di cattiveria che confermano in pieno le parole di Enrico Mentana. Una cattiveria consapevole e ostentata.

Il veleno dell'odio sociale è già troppo profondo. Nessun antidoto potrebbe avere rapidi effetti. Restituire a queste persone il senso del rispetto, della civiltà e magari anche un po' di umana solidarietà richiede tempi lunghissimi e capacità di mettere un freno ai propri egoismi in una società tutta proiettata a sollecitare gli egoismi e le divisioni. L'Italia sta precipitando per colpa di una classe dirigente inetta che pensa solo ai propri interessi, ma ora si ritrova anche una zavorra di rinselvatichiti.

Per fortuna c'è anche chi riesce a riscattarci dalla desolazione: tutti quelli che stanno lavorando tra le macerie, i pompieri, i volontari della protezione civile e per tutti loro parla un terremotato di Amatrice.


 

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