27 ottobre 2012

Caporali in prefettura

Ho già dedicato un post al caso del bambino prelevato a forza dalla polizia. Ora tutti parlano dei giudici e della loro decisione basata su una diagnosi di PAS, qualcuno fa il processo agli psichiatri e a quel dott. Gardner che per primo ha descritto la 'sindrome da alienazione parentale'. Così l'attenzione s'è spostata da quello che a mio avviso era il vero scandalo (poliziotti che agiscono male, perché invece di curare la propria professionalità si gonfiano di autoritarismo e arroganza) ad altre questioni.
Ora però abbiamo visto da chi prendono lezioni i giovani funzionari di polizia. Abbiamo visto di quanta vuota arroganza è gonfio il prefetto di Napoli.

Per fortuna si è sollevato un grande scandalo e di quella scena vergognosa Roberto Saviano ha scritto sull'Espresso e molti altri giornalisti hanno evidenziato il caso: lo scandalo non è solo nelle parole (Signora non è un'offesa e, se a parlare è un prete, Signore è il titolo più elevato che possa esserci perché è lo stesso che viene usato per il Padreterno, ma il prefetto evidentemente non lo sa); lo scandalo non è solo nei toni (un rimprovero di quel tipo sarebbe stato spropositato anche se ci fosse stato un ragazzino a usare parole inappropriate); lo scandalo non è solo nell'inversione dei ruoli (padre Patriciello è un gigante davanti ai burocrati che hanno grossa parte di responsabilità nelle disfunzioni dell'area napoletana); lo scandalo non è solo nell'evidenza che tutta la sceneggiata serviva solo per impedire a padre Patriciello di insistere nella sua denuncia, assicurando in tal modo la continuazione degli scempi; lo scandalo è soprattutto nel fatto che un uomo con quella mentalità sia diventato prefetto e sia rimasto sulla poltrona per tanto tempo.

Finchè nei luoghi di potere restano questi personaggi che non vogliono vedere i problemi perché vivono solo di sciocca prosopopea e confronto di distintivi, e che quindi non meritano d'essere chiamati signori, il paese continuerà a marcire e nessuno potrà meravigliarsi dei poliziotti e degli impiegati che prendono l'esempio da questi loro superiori.

Ora il Ministro degli Interni riceve don Patriciello, ma la ferita resta ed è una ferita profonda. L'Italia ha bisogno di apparati amministrativi gestiti da uomini, non da caporali.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse l'hai già letto, ma è un articolo interessante sulla "casta dei prefetti":
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/02/casta-dei-prefetti-mai-rimossi-sempre-promossi-anche-dopo-scandali/399080/

Anonimo ha detto...

L'articolo che ho appena segnalato racconta anche di Michele Lepri Gallerano, Carlo Mosca e Fulvio Sodano, prefetti e scomodi e per questo maltrattati a differenza dei loro colleghi che sguazzano tra gli scandali. DA LEGGERE! Aiuta a capire che tipo di democrazia c'è in Italia.

GDF