31 ottobre 2011

Il mega-elettrodotto è stato autorizzato


Il grande elettrodotto si farà. Il ministro dell'ambiente ha dato l'autorizzazione (la notizia arriva solo ora, ma un decreto ministeriale del 28 luglio era già pubblicato sul BURA dal 2 settembre). Autorizzazione concessa nonostante la contrarietà del comune di Pescara e Cepagatti. Nonostante le forti preoccupazioni espresse dall'amministrazione di Lanciano e da altri piccoli comuni.

Chieti dorme, come al solito, sprofondata nella sua camomilla psichica. I chietini sono ben contenti. Avevo letto alcune dichiarazioni, ma poi niente più. Eppure il danno dell'elettrodotto dovrebbe essere ancora più grave nel tratto Cepagatti-Gissi, dove i cavi non saranno interrati.

Non si riesce a capire a cosa serve questo gigantesco-elettrodotto che collega Foggia a Tivat (Montenegro) con un percorso assolutamente illogico. Infrastrutture necessarie, dicono. Le stesse parole usate per giustificare il TAV nella Val di Susa. Di queste necessità non si riesce mai ad avere alcuna spiegazione, un esempio, niente. Si deve fare e basta. Si deve fare anche contro la volontà dei cittadini, anche contro il parere degli esperti, anche contro la logica più elementare, anche se il bilancio costi-benefici è del tutto sfavorevole.

S'era pensato che l'idea dell'elettrodotto fosse collegata a quella, ancor più sciagurata, di costruire centrali nucleari. Ora, dopo il secondo referendum antinucleare, l'idea dovrebbe essere accantonata per cominciare finalmente a parlare di produzioni diffuse di energie rinnovabili, ma purtroppo tutto ciò che è diffuso e non ha bisogno di essere controllato o redistribuito non consente grandi affari. Così ci obbligano a restare sui progetti dannosi, sconvenienti e già sonoramente bocciati. Magari pensando scioccamente che le centrali pericolose per noi non lo sono più se vengono costruite sull'altra sponda dell'Adriatico.

La democrazia dovrebbe garantire un diritto pubblico di partecipazione alle decisioni e in ogni caso una piena trasparenza, invece le scelte che riguardano l'energia e lo smaltimento dei rifiuti (cioè le questioni economico-politiche di maggiore importanza) sono sempre più segrete. L'unica cosa che trapela dalla nebbia è l'odore di grandi affari. Affari privati con soldi pubblici. Basta leggere l'inchiesta pubblicata dall'Espresso del 27 ottobre per vedere da quale strano intreccio nasce l'elettrodotto che taglierà in due il nostro territorio. 
Buona camomilla!