01 maggio 2008

Un futuro pieno di inceneritori

La questione dell'inceneritore dei rifiuti da costruire a Chieti o a Francavilla ci aveva occupato tra giugno e luglio dell'anno scorso senza una chiara conclusione: da una parte c'erano le rassicurazioni del sindaco Ricci, dall'altra le ambiguità del Piano Regionale (i relativi post sono tutti raccolti al tag "rifiuti").

Ora il presidente Del Turco sembra uscire allo scoperto dichiarando che bisogna puntare sui termovalorizzatori per evitare una sindrome campana. La Cronaca d'Abruzzo riferisce di un accordo già raggiunto con la Seci Energia.

Del Turco evidentemente ci tiene ad apparire come grande nemico degli ambientalisti e l'ha dimostrato anche nella vicenda del Petrolchimico. Queste sue prese di posizione creano imbarazzi e spaccature nella maggioranza di centrosinistra composta anche da forze ambientaliste e da politici più ragionevoli e prudenti. Il problema però non si riduce alle contraddizioni della sinistra perché i recenti risultati elettorali, che hanno consegnato la vittoria ad una forza politica che su queste questioni non ha mai avuto dubbi, ci fa cadere dalla padella alla brace. Infatti nella visione berlusconiana le baldanzose prospettive di sviluppo passano proprio attraverso i termovalorizzatori, gli sfruttamenti petroliferi, le perforazioni di montagne, la liberalizzazione delle antenne, la depenalizzazione dei reati ambientali e via dicendo. Del Turco sembra solo un berlusconiano fuori posto, infatti la matrice politica da decisionismo craxiano è la stessa.

Per i teatini l'annuncio di Del Turco potrebbe essere perfino rassicurante visto che egli indica "due impianti e, possibilmente, anche di tre, la localizzazione dei quali potrebbe essere all’estremo nord e all’estremo sud della costa abruzzese e nella Marsica”. Tuttavia se riusciamo a ragionare senza l'incubo NIMBY (Not In My Back Yard cioè "Non nel mio cortile") ci dobbiamo chiedere ugualmente se è questa la strada giusta per l'Abruzzo.

La Campania ha trasformato i rifiuti in tragedia e di quella tragedia dobbiamo fare esperienza senza ridurre tutto alle strade piene di spazzatura. Non si tratta solo di togliere i sacchetti dalla strada per smaltirli in qualche modo. Per capire la vera portata del problema è necessario leggere il libro di Roberto Saviano "Gomorra". Bisogna capire che in Campania le discariche non mancano, ce ne sono anche troppe e sono piene. Lo smaltimento dei rifiuti in Campania funziona meglio di qualunque altro posto, però il business si occupa di monnezze più importanti dei rifiuti domestici. Se avessero costruito i termovalorizzatori qualcuno avrebbe sicuramente provveduto ad usarli anche per smaltire più comodamente le scorie che vengono da lontano e la tragedia sarebbe stata addirittura peggiore. Siamo sicuri che noi abruzzesi siamo immuni da questo rischio?

Questa domanda non può essere elusa discutendo di come e di quanto gli inceneritori facciano male alla salute. Non è difficile accettare l'idea che un buon termovalorizzatore gestito al meglio delle sue potenzialità faccia danni abbastanza sopportabili, ma siamo davvero noi a poter garantire una perfetta gestione di questi complessi impianti che non devono mai abbassare la temperatura dei forni? siamo abbastanza bravi a differenziare in modo corretto la spazzatura per non mandare nel termovalorizzatore anche quello che non ci deve andare? siamo capaci di tenere lontano le mafie? siamo abbastanza maturi per capire che sui controlli di gestione e sulla manutenzione degli impianti vanno fatti adeguati investimenti?

Scusate il pessimismo, ma io credo che in queste cose siamo gli ultimi e temo che della nostra ingenuità sia molto facile approfittare. Perciò guardo con preoccupazione anche a quel progetto di smaltimento di fanghi industriali alla Burgo con il metodo della "pirolisi".

Cosa pensare poi del progetto della Micron Tecnology (azienda americana con sede principale nell'Idaho) che prevede un'area di 400.000 mq a Luco dei Marsi per quattro impianti di smaltimento rifiuti con una torcia al plasma? Come ci informa la prof.ssa D'Orsogna nel suo blog"non vogliono smaltire le buccie di patate o i cartoni del latte, ma circa 250 mila tonnellate di rifiuti tossici industriali speciali pericolosi."

Naturalmente Del Turco ha già dato il suo consenso, come era stato dato un immediato consenso al centro di smaltimento di rifiuti tossici pericoli a Bussi. E' questo il futuro dell'Abruzzo: il più grande immondezzaio industriale d'Europa?
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12 commenti:

vitt84 ha detto...

Io il Termovalorizzatore non lo vorrei!
Hanno detto che i termovalorizzatori sono il futuro, ma non è propriamente così; queste strutture ributtano nell'atmosfera anche le nanoparticelle dei copertoni dei camion che si bruciano!!
Questo non lo dice nessuno.
In cinquant'anni rischiamo di morire intossicati!!!

Anonimo ha detto...

Ieri primo maggio, in giro per la mia città:

Tanta gente, mamme e papà con i passeggini, bimbi che correvano nella tranquillità della fiorita e ristrutturata villa comunale, ragazzi e ragazze seduti nei caffè del centro storico pedonale, raggiungibile con gli ecologici filobus elettrici, Artisti di strada che suonavano rallegrando gli scorci più suggestivi...e soprattuttto con l'imbrunire, la nuova piazza S.Giustino..ospitava il megaconcerto del 1 maggio..con i cantanti più famosi....

Questo è stato il regalo del 1 Maggio 2008 della ns amata amministrazione Ricci&co.

Peccato che fino a quando ci saranno loro...tutto resterà nell'immaginario comune di chi ama davvero la sua Città.


P.S. VI PREGO A NOME DELL'ORMAI MAGGIORANZA DI TUTTI I CITTADINI DI CHIETI: DIMETTETEVI!!!


- 66100 -

nonnoenio ha detto...

I problemi legati alle immondizie andranno risolte regione per regione e da quì non se ne esce. Se si riuscisse a incentivare la raccolta differenziata in maniera consistente, per intenderci intorno al 60, 70% i problemi si ridurrebbero in maniera esponenziale. Si necessiterebbe di inceneritori più piccoli e questi si potrebbero localizzare in luoghi lontani dai centri abitati e non rifare l'errore fatto per la discarica dei Casoni che doveva avere l'etichetta di temporale che poi si è trasformata in definitiva fino al suo esaurimento.Percentuali così si ottengono sensibilizzando sia la popolazione e sia le industrie degli imballaggi.In molte città italiane si sta tornando al riuso dei contenitori sia per i detersivi, che vengono comperati a peso, sia per il latte fresco che per il vino e la pasta e si incominciano a vedere i risultati. Una volta raggiunta una buona diversificazione resta da eliminare solo l'organico che risulterebbe sensibilmente diminuito e si potrebbe passare, come già si sta facendo in alcune città campione all'utilizzo di un contenitore con microcip annesso. Il contenitore viene monitorato per quella famiglia e l'immondizia ( l'organico nel caso specifico ) viene quantificato ( in peso )e siccome si è stabilito a priori la quantità maxima di questo organico per individuo, se questa famiglia supera il quantitativo ad esso assegnato viene applicata un'extra tassa. Capisco che un discorso del genere da noi sembrerebbe fantascentifico, ma vi assicuro che oggi in alcune città italiane del nord viene già effettuato.Questo in ultima analisi comporta la costruzione di miniinceneritori e lo stoccaggio della cenere in discarica che occuperebbe un volume enormemente minore dell'attuale. Carta, vetro, alluminio e metalli diventerebbero preziosissimo materiale di riutilizzo. naturalmente bisogna vedere se da noi c'è la volontà di fare tutto questo e quali giochi di potere verranno a inquinare quasta area. Dove la politica si arricchisce sulle discariche ( vedi Napoli ) l'immondizia rimarrà sempre nelle strade a meno che qualcuno non si fa carico ( come in quel caso )dell'immondizia degli altri. Lì, dove da anni regna un'amministrazione di sinistra con bassolino in testa, si sono verificati i danni più evidenti coadiuvata anche dalle sacche di potere ( camorra )delinquenziale che si arricchisce strumentalizzando le masse popolari, facendo loro pagare due volte la messa in discarica della monnezza puzzolente gettata nelle strade.C'è solo d'augurarsi che in Abruzzo in futuro vengano messi a governarci persone più illuminate di queste attuali e sopratutto che si cambi del turco che si è rivelato, non la soluzione dei problemi della regione, ma egli stesso il più grosso dei problemi, colui che ha tentato di svendere una delle più belle aree all'Eni per fare trivellazioni a caccia di petrolio, lì dove oggi ( la strada del vino )l'area è ricca di vigneti che producono un vino che ci viene invidiato dal resto d'Europa.L'importante è quindi vigilare( come hanno fatto quelli di Ortona)per non farsi fegare.In Sicilia stanno sperimentando una macchina che si pone oggi come sostitutivo dell'inceneritore e si chiama THOR.

http://chietiall.blogspot.com/2008/03/si-chiama-thor.html

Tom P. ha detto...

Quello che dice Nonnoenio (coniugare la raccolta differenziata con l'incenerimento dei residui minimi) corrisponde esattamente al Piano dei Rifiuti che Del Turco sta attuando. In teoria è un discorso logico e coerente. Nel post io ponevo un altro problema di ordine pratico e mi basavo su quella terribile realtà raccontata da Saviano di cui NESSUNO parla nei giornali e nelle tv.

Non vorrei togliere a nessuno la speranza o l'illusione che tutto cambierà quando ci sarà un cambiamento politico. Queste illusioni aiutano a sopportare i guai. Però mi sembra troppo facile e comodo scaricare tutta la colpa sui politici. Bassolino ha le sue responsabilità per le quali è già stato chiamato in giudizio, ma non è lui e nemmeno il suo successore ad aprire la porta dell'inceneritore e vedere cosa ci finisce dentro.

Anche sulla vicenda del Petrolchimico certe illusioni sono comode ma pericolose: Del Turco ne è un sostenitore e per questo nel blog l'ho sempre criticato. Ma quel progetto di consegnare l'Abruzzo ai petrolieri porta la firma di Giovanni Pace e oggi l'amministrazione Fi + AN che governa Ortona sta minacciando anche i cittadini di ritorsioni per procurato allarme. Del Turco, di cui non condivido le posizioni e non voglio fare in suo difensore, non s'è mai sognato di arrivare a tanto.

Il rischio di cadere dalla padella alla brace è altissimo. Se volete investirci anche le vostre speranze fate pure, ma il risveglio sarà amarissimo. Per me l'unica speranza è che i cittadini decidano di affrontare CONCRETAMENTE i problemi.

enio ha detto...

@ Tom
I rifiuti spediti in Germania sono considerati dai tedeschi il vero «oro di Napoli» esportato all'estero. Si deve sapere che la puzza che sale dalla porcheria di Napoli è poca cosa in confronto a quella che c'è intorno allo smaltimento verso la Germania sotto la «regia» della camorra che gestisce affari loschi in un ambiente dove c'è più gente che si tramanda di padre in figlio l'arte di sfruttare espedienti di quella che si ostina a voler campare con il lavoro e quindi perché lasciarsi scappare il vero «oro di Napoli» cioè i rifiuti? Le prime 62 mila tonnellate sono arrivate - non agli inceneritori come cercano di far intendere in Italia - bensì a Grosspoesna presso Lipsia alla Wew (filiale della Suez Environnement francese) che ricicla 600.000 tonnellate all'anno. Tanto? No perché in Germania ce ne sono altre ben più grandi: Remondis, Veolia, Albasita, Toensmeyer. Tutte queste tirano il pattume che viene poi separato nei suoi componenti: metalli, plastica, vetro, carta, lattine mentre solo il non utilizzabile va ai termovalorizzatori. Il profitto è enorme se si pensa che le sole lattine vengono pagate ben 400 euro la tonnellata. Questo gigantesco affare è possibile solo con impianti che trattano quantità da capogiro, ma già superiori del 50% a quello che la Germania può fornire tanto più che l'affare ha coinvolto anche le grandi industrie come la Bmw che non buttano via più nulla perché ciò che non recuperano viene bruciato per produrre corrente. La necessità di trovare spazzatura è vitale per la sopravvivenza di questi colossi tedeschi che devono ancora un'enormità di soldi alle banche che li hanno finanziati, quindi ben venga l'«oro di Napoli» e visto che nessuno fa niente per niente è evidente che i «fornitori» cioè la camorra ne ricavi anch'essa un utile. Sarebbe pertanto opportuno che la Finanza ottenesse dal Bka (Ufficio federale tedesco per la lotta alla criminalità) l'assistenza per poter esaminare le fatture di acquisto della spazzatura e vedere dove siano finiti i soldi. In presenza di fatti criminosi tutti i paradisi fiscali (Svizzera, Liechtenstein, ecc.) sono impegnati a fornire alle autorità inquirenti le dovute informazioni, quindi i nostri «segugi» inflessibili nel sanzionare il ragazzino che esce dal bar col «lecca-lecca» privo della sacrosanta ricevuta fiscale comincino a darsi veramente da fare. Si vede che in virtù di questi risultati Del Turco ci vuol provare anche lui a risolvere i nostri problemi, prima si farà costruire l'inceneritore e poi si farà mandare i rifiuti da smaltire, facendoseli pagare naturalmente...
enio

Tom P. ha detto...

Finora davo per scontato che Enio e Nonnoenio fossero la stessa persona. Se così non fosse, mi scuso per l'equivoco.
Ora sono preso dal dubbio perché tra Nonnoenio che dice:

I problemi legati alle immondizie andranno risolte regione per regione ... incentivare la raccolta differenziata in maniera consistente ... Si necessiterebbe di inceneritori più piccoli ... in luoghi lontani dai centri abitati

mentre invece Enio ci magnifica il business delle megacentrali che trasformano la monnezza in oro. E' evidente che sono due discorsi davvero incompatibili. E speriamo che Del Turco rimanga fermo alla prima soluzione perché altrimenti ci prendiamo davvero il primato europeo della monnezza.

Il mio post, come ho già detto, voleva riferirsi a quello che arriva in Campania (e se non stiamo molto attenti potrebbe arrivare anche da noi) non a quello che parte. Siccome Saviano è l'unico che ha avuto il coraggio di parlarne, capisco che senza averlo letto è abbastanza facile equivocare, ma non riesco a riassumere in due righe l'universo economico-sociale di quel terribile pezzo d'Italia.

Tom P. ha detto...

La necessità di trovare spazzatura è vitale per la sopravvivenza di questi colossi tedeschi...

che in passato la Germania avesse interesse ad acquistare rifiuti è noto, ma se il quadro è ancora questo qualcuno ci dovrebbe perché varie tonnella "d'oro" sono arrivate in Abruzzo e varie altre regioni senza dover pagare nulla, ma anzi ottenendo, come molti dicono, anche forti vantaggi economici.
Non sarà mica che in Germania i termovalorizzatori sono in via di eliminazione? non sarà che quelli funzionanti non prevedono immondizie indifferenziate? non sarà che gli impianti di separazione meccanica dei rifiuti sono pochi e ancora in fase sperimentale?

Quello della finanza che si preoccupa solo di scontrini è il solito luogocomune. Ovviamente ci sono buoni e cattivi in tutte le categorie, ma sappiamo benissimo che senza l'abbreviazione delle prescrizioni certe relazioni della polizia tributaria avrebbero portato grandissimi guai nel momdo degli affari illegali.

enio ha detto...

@Tome
e siamo la stessa persona. Nel secondo post ti riportavo un altro punto di vista, quello dei tedeschi che si sono arricchiti con la spazzatura a loro dire e la maggior parte degli introiti, soldi e materie da riciclare proveniva da Napoli. In Abruzzo, dopo le 15000 tonnellate volute da del Turco in Abruzzo, adesso che si è stoppato questo modo di far soldi perchè la discarica rischia di esaurirsi, Del Turco ricomincia a parlare di bruciatori o Termovalorizzatori. Io mi auguro che la differenziata porti alla costruzione di Bruciatori più piccoli di quelli che attualmente sono in funzione in Italia ( vedi Bergamo )che per farli andare ( mantenerli a regime ) sono costretti a comperare spazzatura dalle altre regioni.E poi debbo confessarti che Del Turco è il nostro problema quindi non aspettiamoci grandi cose per il futuro.

Tom P. ha detto...

@ Enio

Moltiplicare i punti di vista non è sempre utile. Sulle questioni che ricadono sulla nostra salute può anche essere pericoloso. Secondo me deve prevalere la prudenza.

Tutto il mondo sa che in Italia abbiamo ridotto l'informazione in condizioni drammatiche. I giornalisti hanno paura di raccontarci i fatti e ci presentano solo opinioni, ragionamenti, punti di vista... abbiamo giornalisti pagati da servizi stranieri, radiati o condannati che continuano a scrivere sui loro giornali e magari c'è anche qualcuno che fa in modo di portarli in parlamento a scrivere pure le leggi; abbiamo giornalisti che trasformano in scandali internazionali le millanterie di un falso conte Marini o di un falso professor Scaramella. La stampa che ci offriva i loro fantasiosi racconti, ora che le cose si sono chiarite, non fa niente per smentirle, preferisce andare avanti, ma così ci lascia in un polverone di falsità.

In questa situazione per non essere continuamente raggirati dobbiamo sottoporre ad un continuo vaglio critico tutto quello che ci viene detto. Per fortuna la logica (il 2+2=4) non può essere facilmente manipolata.

La logica mi dice che se qualcuno accetta monnezza gratis il problema di Napoli si sarebbe risolto facilmente; ovunque sia chi è disposto a pagarla (in Germania o anche in Cina) a Napoli non manca chi avrebbe saputo farci buoni affari. Non è stato così. La monnezza ha sommerso le strade finché non è intervenuto lo Stato a pagare i volontari che se ne facessero carico (Sardegna, Abruzzo, ed altri). Del Turco ha fatto la sua parte, ma non possiamo trasformarlo in un mago capace di farsi pagare per una operazione antieconomica. Dire che la camorra ha abbandonato per strada una sicura fonte di profitto e che diversi governatori di regione si sono rovinati la reputazione per buttare in discarica un bene prezioso non è un punto di vista, è solo un ragionamento illogico e inverosimile.

Dopo i fatti del Petrolchimico è facile nutrire antipatia per Del Turco, ma questo non deve portarci a rinunciare a ragionamenti sensati.

Anonimo ha detto...

dei 3 Termovalorizzatori 2 sono gia stati approvati ad Avezzano

Anonimo ha detto...

Anche a Lanciano si discute di Termovalorizzatore. Oggi il mMessaggero riporta una dichiarazione del presidente di "Frentania Provincia": «Sono sconcertanti le parole di Del Turco - vorrebbe trasformare l'Abruzzo da regione verde a regione degli inceneritori, centro oli e discariche. Rinnega il suo Piano regionale sui rifiuti appena approvato, per sposare addirittura il vecchio progetto di Desiati, tanto demonizzato dal centrosinistra quando era all'opposizione».

enio ha detto...

Niente prese in giro. Con la scusa dei rifiuti di Napoli è tornato d'attualità lo smaltimento dei rifiuti con i cosiddetti «termovalorizzatori». La gente ha il diritto di essere informata e non presa in giro dai media servi delle varie amministrazioni arroganti che pensano solo al profitto di pochi calpestando la salute dei cittadini. L'Ue ci vieta di chiamarli termovalorizzatori proprio perché non valorizzano proprio un bel niente, poi secondo un principio della termodinamica:«nulla si crea e nulla si distrugge» si evince che se prendo un sacchetto di plastica e lo brucio, lo trasformo in cenere e in gas, con la massa uguale alla massa di origine, ma mentre un sacchetto non fa venire tumori le ceneri e i gas che ho prodotto si perchè sono altamente tossici. Poi dove verranno depositate le tonnellate di ceneri tossiche che ogni anno un inceneritore produce? Nel giardino del sindaco di Chieti?. Poi se i filtri fermano solo il 99% delle polveri primarie filtrabili ma non fanno nulla per le polveri primarie condensabili e niente per le polveri secondarie, una volta pieni questi filtri che fine faranno? Finiscono sempre nel giardino del sindaco? E' risaputo che per bruciare una tonnellata di rifiuti deve venir aggiunto ossigeno, carbonato, acqua, calce, ammoniaca per cui partendo da una tonnellata ci ritroviamo a bruciare circa 1,5 tonnellate di rifiuti come minimo.Se da 1 chilo di rifiuti bruciati si produce circa 1,2 chili di gas e 300 grammi di cenere tossica che valorizzazione si ottiene da questa operazione? Ci sono le alternative e sia Del Turco che il sindaco lo sanno: produrre meno rifiuti, fare la raccolta porta a porta e differenziare, premiando i più bravi con una riduzione della spesa sulla munnezza. Cerchiamo di consumare incentivandolo, i prodotti locali, bere l'acqua del rubinetto, garantendone la purezza ai cittadini. Fare poi dell'organico un trattamento meccanico biologico, senza combustione, non inquinando l'aria conun costo fino al 65% più basso e con un un inquinamento vicino allo zero (in Germania ce ne sono 64). Perché di queste cose nessuno ne parla? Ormai dappertutto, gli inceneritori vengono considerati tecnologia obsoleta ma soprattutto pericolosa e inutile. Perché Del Turco, in Abruzzo ci vuole vendere per nuova una tecnologia già vecchia e soprattutto che peggiora la situazione inquinamento? Sono sicuro che Del Turco sta agendo in questa direzione perché ignora queste cose o debbo pensare male? Informatelo, ditegli che queste informazioni oggi le trova su internet (Non comprate i giornali, cosi salviamo qualche foresta in più, paghiamo qualche sovvenzione in meno e non ci pigliano in giro visto che le informazioni che ci danno i media sono inutile o false). Difendete la vostra salute e quella dei vostri figli no all'inceneritore e informatevi.