15 dicembre 2007

La ricerca dell'infelicità

Un articolo del New York Times descrive un'Italia infelice, attraversata da un malessere collettivo, economico, politico e sociale: 11% di famiglie sotto la soglia di povertà, 15% con grosse difficoltà economiche, bassa natalità, popolazione che invecchia, freni corporativi ad ogni iniziativa, 70% di maggiorenni sotto i 30 mantenuti dai genitori, lo sviluppo tecnologico fermo e divorzi in aumento. L'Unione Europea ci sanziona per l'insostenibile durata dei processi (siamo un popolo di litiganti) e ora anche per eccessi di pubblicità (siamo un popolo di teledipendenti).

E' un'Italia che non corrisponde più allo stereotipo del bel paese, del canto, del sole, spaghetti e mandolini. L'arte del buon vivere sembra perduta. E' un ritratto molto triste nel quale tuttavia è difficile non riconoscersi. Forse siamo riusciti a mettere insieme il peggio: la mancanza di prospettive future che affligge i poveri con l'idiozia consumistica dei ricchi, così non ci resta nemmeno quel poco di arguzia e di sereno adattamento che erano la nostra risorsa e salvezza.

Anche in questo stato di generale malessere mi sembra che Chieti potrebbe proporsi come modello o campione d'Italia, perché gli elementi della tristezza noi li abbiamo tutti e di più (vedi questioni ambientali e campanilistiche). E mi sembra di capire che non vogliamo altro. Così la camomilla diventa fiele.
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18 commenti:

Anonimo ha detto...

in effetti è proprio cosi
l'italia è sempre piu un paese triste e spento,bello e vitale lo vedono solo i tanti turisti che vengono ancora ad ammirare le tante bellezze lasciate all'abbandono.
Chieti è campione,il chietino medio si piange costantemente addosso e trova che tutto ciò che lo circonda sia per forza migliore di quello che ha..Bisogna assolutamente cambiare questa assurda mentalità.Tra l'altro i primi a soffrirne,a starne male,ad essere depressi sono proprio loro.
Per quel che mi riguarda,sono felice di vivere qui,un posto perfetto per vivere bene,ma bisogna avere la testa a posto ovviamente
Buon Natale

Enrico ha detto...

Finalmente!
E' evidente che siamo il paese dei raccomandati, di quelli che non hanno voglia di lavorare, di quelli che pensano subito a fregare, di quelli che il posto statale è meglio di ogni altra cosa, di quelli fatalisti che pensano che le cose non potranno mai essere cambiate.
Io per mio conto non posso far altro che non arrendermi mai a questa mentalità, essere sempre contro questa corrente schifosa, retrograda e offensiva per l'intelligenza umana. Contro chi quando si vota dice di dover scegliere il male minore (che nessuno vada a votare, anzi propongo di metterci dinanzi ai seggi e mandare a casa a zampate la gente che va a votare!!), contro quei politici che pensano ad abbottarsi quelle panze ricolme di tornaconti personali e di favoritismi.
Se dobbiamo scegliere tra Prodi e Berlusconi, o ancora peggio tra Ricci e Rispoli, pensate che in entrambi i casi ci sarebbero grandi prospettive??
Dov'è chi persegue il bene del popolo che governa? Dove sta una persona che si batte per i suoi concittadini! Solo mere logiche spartitorie, mentalità da alto medioevo e tentativi di cercare scorciatoie per raggiungere i propri scopi!!
E' ognuno di noi che è malato dentro!!!!

Anonimo ha detto...

sono d'accordo con Enrico
non bisogna andare a votare
io già non ci vado più da tempo
chi va a votare è complice del sistema
invece cerchiamo tutti per quel che possiamo di rendere migliore quanto più possibile la vita di tutti i giorni

Anonimo ha detto...

purtroppo questo tuo discorso, Tom, è validissimo, l'Italia sta invecchiando e per sopperire a questo sta aprendo alla manodopera extracomunitaria che dovrebbe ridare nuova linfa e nuova energia . Per il resto debbo dire che il pesce è sempre puzzato dalla testa e i vecchi di idee e di intendimenti sono anche e sopratutto nei posti di comando, al senato purtroppo si governa solo grazie ai senatori a vita e quindi sono altri i modelli che si candidano per il primato. Questo, quantunque poco allettante non spetta a Chieti, dove le persone sono operose, in quanto la città si basa sopratutto sull'agricoltura. E' il suo governo che non funziona, nonostante il colore che lo contraddistingue. E' una malattia ancestrale che si porta dietro da anni quando la vecchia DC imperava col suo bel 90% di voti.

forzaChieti

Anonimo ha detto...

L'Italia è triste, Chieti è ancora più triste... Finalmente!
finalmente che?
Finalmente così ora non votiamo più.
Boh.

Anonimo ha detto...

Chi pensa che Chieti sia triste,evidentemente è triste dentro..

Tom P. ha detto...

@ Enrico
probabilmente non sei lo stesso enrico che è intervenuto in altri post, ma ti ringrazio di aver indicato almeno il nome.

Nel mio post non volevo fare un inno alla tristezza, ma solo riflettere sul fatto che Chieti rispecchia tutti i problemi segnalati dal NYT e ne abbiamo anche qualcuno in più.

Per quanto riguarda la tua idea di risolvere i problemi con l'astensione dal voto posso solo dirti che in una sistema democratico funzionante il numero di astenuti, come il numero delle schede bianche, dovrebbero avere un significato politico rilevante (anche le schede nulle qualche volta sono espressione di protesta, ma quelle sono sempre conteggiate insieme alle schede annullate per errore). Purtroppo queste cose da noi non vengono considerate: alle ultime votazioni le schede bianche sono sparite del tutto dai conteggi (considerate inutili o forse utili a qualcos'altro) eppure chi si reca al seggio solo per ripiegare una scheda bianca sta facendo una scelta che spesso è più meditata di chi vota meccanicamente per il parente o per l'amico.

I non votanti finora sono stati considerati solo un ostacolo in meno verso la corsa alle poltrone. Quanti più sono gli astenuti tanto più facile sarà raggiungere il traguardo.
Comunque chi ci crede faccia pure, è una legittima posizione politica anche quella dell'astenuto, almeno finché non diventa pure quella una formula magica su cui fondare qualche nuova ideologia.

Enrico ha detto...

Ciao tom, no non sono lo stesso enrico che ha già commentato alcuni tuoi articoli.
Ho indicato il nome per correttezza, gli anonimi sono tutti uguali (nel senso che non puoi rispondere a nessuno di preciso!).
Io sono molto deluso, e per chi dovrei votare? Perchè dovrei votare? Datemi un motivo valido.
Votiamo Ricci perchè ha una bella faccia con cui mascherare gli intrecci sinistroidi di decine di coalizioni politiche (sembra la fotocopia di quello che succede a livello nazionale con Prodi o peggio con Veltroni, l'unico che sembra avere ancora la faccia pulita)??
Io ho 25 anni, una laurea appena conseguita e non ho nessuna certezza. Io sono per la meritocrazia assoluta e contro i raccomandati.
Sono stufo di vedere l'Italia governata dai vecchi!
Voglio solo vedere gente che vuole bene al popolo ed opera per conto di quest'ultimo. Basta.
Ognuno tira acqua sempre e solo al suo mulino e non fa altro che parlar male degli altri.
Sono solo molto deluso e non vedo speranze a breve termine...

Tom P. ha detto...

Caro Enrico,
mi dici una cosa dolorosa: 25 anni e una laurea!
mi scapperebbe da dire "beato te", ma non lo dico, perché vedo la situazione dei giovani, soprattutto di quelli meritevoli per i quali tutte le strade sembrano chiuse e capisco la tua rabbia. Però, lasciati dare un consiglio da un quasi-vecchio: non sprecare energie aspettando soluzioni politiche, non sprecare energie a criticare il nepotismo e l'opportunismo dei politici. Non c'è mai stata nessuna epoca e nessun paese in cui la politica (di qualunque colore) non sia stata opportunistica e nepotistica. Mi dispiace che la nostra scuola per infondere una buona educazione civica abbia anche alimentato illusioni: non ci sarà mai una politica che ci fa da mamma e da papà. I paesi nordici sanno fanno le cose in modo più serio, ma ci sono tanti paesi in cui stanno molto peggio. Se tu non sei disposto a fare le valige (io alla tua età, fresco di laurea, le avevo già fatte, ero già a lavorare nel profondo nord in un posto in cui non serviva la laurea, ma per fortuna nemmeno la raccomandazione) allora guardati intorno, nel mondo reale, guarda dove ci sono bisogni a cui tu potresti in qualche modo rispondere. Muoviti tra la gente e non ti curar di lor. La destra, la sinistra... sono solo filastrocche per distrarre i polli e, scusami se mi permetto, ma anche la favoletta del non-voto non porta da nessuna parte.

Quanto alla meritocrazia, che in teoria sarebbe una cosa bellissima, stai attento perché oggi viene retoricamente usata per scopi diversi che ovviamente i giovani non riescono a cogliere. Al riguardo ho scritto qualcosa qui: giuridico.blogspot.com ma ci sarebbero altre cose da dire...

SE vuoi sentirti attivo ti consiglio di unirti al gruppetto che si sta formando nel Meetup di Beppe Grillo. Io non ci faccio parte e non sono riuscito a partecipare alle loro prime riunioni (quanto a Grillo su questo blog l'ho anche criticato, ma sono opinioni di scarsa importanza perché si può agire bene insieme anche con opinioni diverse), quei ragazzi si vogliono dar da fare davvero e a qualche loro riunione potremo anche conoscerci.

Saluti

Anonimo ha detto...

sono in gran parte d'accordo con gli ultimi messaggi.
Però qualcuno mi speghi perchè a Chieti ci dovremmo per forza di cose rovinare il fegato per i problemi che eventualmente ci sono,quando invece nella purtroppo vicina pescara sembra che ci siano tanti motivi per suicidarsi immediatamente,invece non lo danno a vedere(ancora piu inspiegabile l'atteggiamento dei chietini pescaresizzati..)
copio e incollo un commento su teate.net in riferimento alla fresca classifica di vivibilità e altro de ilsole24ore:
QUALITÀ DELLA VITA 2007, LA PROVINCIA DI CHIETI È 72ª
Visualizza la foto La provincia Teatina scende di quattro posizione rispetto al 2006 e si attesta al 72° posto su 103 province. Le altre abruzzesi sono L'Aquila 65ª Teramo 65ª e Pescara 74ª.

Una nota come ogni anno alla classifica dell'ordine pubblico dove Chieti è 22ª e perde 3 posizioni rispetto al 2006 mentre Pescara è rimasta al 95° posto (peggio di lei solo Savona, Roma, Firenze, Rimini, Milano, Genova, Torino, Bologna)
Nel dettaglio dell'ordine pubblico, sezione: "Allarme Rapine" Pescara supera addirittura città come Bari, Salerno, Foggia, Messina, Reggio Calabria, Firenze, Beramo, Verona.
Evviva l'area metropolitana ... invenzione dei politici e dei giornali.
Inoltre chiedo a Tom(che ringrazierò sempre per aver ideato questo blog e concederci spazio liberamente)che soluzione propone e suggerisce per le prossime elezioni?Avevo scritto che ti avrei anche votato in caso ti fossi presentato alle prossime elezioni nonostante io non vada più a votare da tempo.Il non andare a votare mi sembra la scelta se non migliore,la meno peggiore anche di votare il meno peggio..
saluti e buon Natale

Theate

Enrico ha detto...

Ciao Tom,
io non sono pessimista e credo che lagnarsi sia solo la reazione più inutile!
Prendendo spunto dalla tua risposta (o perlomeno dai vari punti, che mi vengono in mente a casaccio!): io non aspetto assolutamente soluzioni "politiche", ma mi riferisco ad una situazione generale dei lavoratori, alla quantità assurda di imposte che paghiamo (alcune di queste sono proprio assurde!tassa di successione, passaggio di proprietà.....) e alla tassazione assurda del lavoro dipendente.
Per quanto riguarda il non voto io lo interpreto come una soluzione "temporanea", in quanto ho sempre cercato di valutare la bontà del singolo indipendentemente dal partito che lo appoggiava (ho votato da rifondazione ad AN!!!). Proprio per questo motivo io non vedo ancora tra i candidati uomini in grado di fare le cose in modo serio e altruista, ciò non toglie che se ci fosse una persona un pochino valida e intelligente avrebbe il mio appoggio!
Saluti,
Enrico

Tom P. ha detto...

@ enrico

se vai a toccare temi così grandi diventa impossibile trattarli qui. Vedo solo che sei male informato (spero che la tua laurea non sia in economia o in legge).
La tassa di successione è stata abolita e l'enormità delle tasse è solo una frottola. Non c'è un eccesso di tasse in Italia e nei paesi dove le aliquote sono maggiori che da noi nessuno si lamenta. Il problema è che le tasse sono mal distribuite, colpiscono in modo eccessivo alcune categorie.
L'abolizione della tassa di successione ha peggiorato le cose, perchè quella era una leva importante per il riequilibrio. La sua abolizione è andata a tutto svantaggio delle successioni inferiori a 120.000 € dove si pagano ancora balzelli di catasto e ipoteche. Invece ha arricchito i grandi patrimoni e le persone giuridiche. I trasferimenti di proprietà sono colpiti poco o niente (basta vedere quanto doveva pagare Ricucci avendo acquistato un palazzo a 12.000.000 € rivenduto dopo quattro mesi a 50.000.000 = reddito di 48.000.000 tassato ZERO) se però io volessi vender casa per comprarne un'altra è meglio che ci ripenso.
Come sono riusciti a squilibrare il sistema fino a questo punto? semplice con la frottola che ci stavano riducendo le tasse. Se sono cose di cui non conosci niente lascia stare e non farti prendere per il naso.
Io spero che si decidano a rimettere la tassa di successione che potrebbe alleggerire la pressione fiscale sul lavoro, ma so che non lo fanno perché sanno che la disinformazione farebbe apparire impopolare questa mossa. Eppure la tassa di successione insieme alla progressività delle imposte (art.53 Cost.) sono fondamentali conquiste sociali. Dobbiamo difenderle come fanno tutti gli altri paesi europei.
SE invece delle Isole dei Famosi in Tv spiegassero un po' come funziona la cosa pubblica...

Anonimo ha detto...

tanto ai politici cosa importa?loro hanno i conti in svizzera e i loro amici industriali si fanno le holding in lussemburgo.In italia le tasse le pagano solo i fessi,quelli che non possono scappare.Aggiungo che c'è rabbia perchè le tasse vengono usate male.Mi sta bene pagare l'acqua ma non voglio che coi miei soldi o quelli degli altri ci venga finanziato il cda degli ato e dell'aca nello specifico e i tanti fannulloni non qualificati che sono stati assunti per raccomandazione senza alcun merito,senza alcun concorso.Ma questo lo ha fatto sil sistema di sinistra,tanto per ribadire che non sono eticamente e moralmente migliori dei tanto biasimati(anche giustamente)colleghi di centro-destra...
concordo che non si risolve nulla a lamentarsi,l'italia è cosi nel bene e soprattutto nel male,prendere o lasciare..

@*

Tom P. ha detto...

Nel commento precedente ho scritto 48.000.000 invce di 38.000.000. Sono comunque tanti, parliamo di EURO e di un solo "affare".

Anonimo ha detto...

Marzio Conti, Direttore Stabile dell’Orchestra del Teatro Marrucino di Chieti, per stima e completa condivisione delle motivazioni che hanno portato il Direttore Artistico Sergio Rendine alla decisione di ritirarsi dal Teatro Marrucino, si dimette dal suo incarico.

Il M° Conti ritiene, infatti, che “senza la direzione artistica del M° Rendine non ci siano più i presupposti per poter continuare un lavoro di alto profilo artistico che ha reso il Teatro Marrucino, in questi ultimi dieci anni, uno dei teatri di spicco del panorama musicale italiano”. Il M° Conti rimane altresì “profondamente colpito da quanto stia accadendo al Marrucino e dall’insensibilità della classe politica e dirigenziale che ha permesso di farsi sfuggire una figura a livello internazionale, come quella di Sergio Rendine, che ha creato il Teatro Marrucino di Chieti”.

Theate ha detto...

più il tempo passa e più le tante promesse elettorali di questa maggioranza si vanno sgretolando..
mah credo si sia persa una grande occasione per rilanciare la nostra città

stoico ha detto...

Scusate se parto proprio dall'inizio ma essendo uno storicista voglio ricordare che l'italia è nata come un paese infelice. Il risorgimento è stato un processo politico pieno di errori, questo è un paese dove non esiste il senso civico, il senso di appartenenza. Se il nostro orticello sta bene allora va tutto bene, e il nostro campo d'azione al massimo si estende a livwello familiare. In Italia persino un mestiere come quello del tassista diventa una CASTA, facciamo ridere,ma comunque io penso che l'america debba solo tacere in quanto a INFELICITA'. Voglio parlare di Chieti, una città dove tutto quello che succede è a causa del sindaco che viene puntualmente eletto come capro espiatorio. Non solo ma i chietini sono sempre pronto a dire che i chietini fanno sono provinciali, ignoranti e quant'altro. Ma allora se tutti i chietini disprezzano i chietini chi cavolo sono sti chietini? Io sono nato a chieti ma ho avuto modo di lavorare anche fuori, be vi dico che ogni mondo è paese. In realtà chieti è una città meravigliosa e lo sarebbe ancora di più se fosse amata dai suoi cittadini. Da storicista voglio ricordare che la "Civitas" o "Poleis" nascevano su un luogo consacrato, quindi ogni città antica è sacra.

tom p. ha detto...

@ Stoico

condivido quello che dici. In effetti Chieti tende ed esaltare quel difetto tutto italiano dell'autodenigrazione.
Mi dispiace di aver visto in ritardo il tuo intervento, spero che vorrai continuare a partecipare.