Sul quotiano IL CENTRO molto spazio è dedicato a Piazza San Giustino, giustamente indicata con questo nome perché a chiamarla piazza Vittorio Emanuele molti ne sarebbero disorientati.

Il giornale parla della piazza a causa di una indecorosa e trascurabile vicenda che ricorda quei vecchi film in cui il talento di Alberto Sordi e di Aldo Fabrizi, nei panni del vigile urbano o del solerte maresciallo, s'invischiava nel contrasto tra senso del dovere e ossequio al potere. Stendiamoci un velo pietoso sperando che, se davvero vogliamo evitare di soffocare la città con le nostre auto, il buon esempio parta anche dai nostri amministratori.
Nel giornale si parla di Piazza San Giustino anche per un più serio motivo, quello di eliminare il parcheggio e ridare vivibilità alla piazza. A tal riguardo l'assessore ai lavori pubblici, Luigi Febo, dichiara che è già pronto un concorso di idee per trovare la miglior soluzione. Il concorso sarà pubblicizzato su internet e sulle riviste di architettura e designer. Sarà premiato il migliore progetto e sono già stati stanziati 800.000 euro per gli interventi da fare sulla piazza.
Se l'intento dell'assessore è quello di fare bella figura e di ostentare uno stile moderno e professionale, forse avrà fatto la mossa giusta, ma se vogliamo pensare all'utile della città allora i nostri amministratori dovrebbero fermarsi a riflettere. Cosa potranno mai proporre i geniali architetti che vorranno cimentarsi nell'impresa? nel migliore dei casi ci proporranno uno spazio vuoto reso originale da invisibili inciampi alla maniera della nuova piazza Salotto di Pescara e nel peggiore riempiranno la piazza con il frutto del loro genio creativo, cioè con qualcosa che apparirà come
un'astronave aliena atterrata davanti a San Giustino.
Se vogliamo restituire la piazza all'uso "umano" della città, dobbiamo partire dalle esigenze concrete dei cittadini, cioè dobbiamo parlare con loro e non con gli architetti giapponesi o americani. Questo ci farebbe anche risparmiare soldi.
La comunicazione con i cittadini sembra essere fuori dalle possibilità e dagli intenti di questa amministrazione, ed è sicuramente l'elemento di maggior delusione di chi aveva sperato nel cambiamento politico del 2005, però anche senza partecipazione di idee possiamo renderci conto che non avrebbe senso domandare in giro se in piazza ci stanno meglio le pachine o le aiuole, se sia preferibile una grande fontana oppure un giardinetto, se prima non diciamo a chi e a che cosa quella piazza dovrebbe servire. Sappiamo tutti che il
Palazzo di Giustizia non riesce più a contenere i suoi uffici ora dislocati anche in un palazzo di Piazza Malta e in quello delle Poste; sappiamo anche che
Palazzo d'Achille ha lo stesso problema e gli uffici comunali sono stati sistemati anche nel fatiscente palazzo di via Sant'Eligio e nell'ex inps; dunque è necessario prima trovare un'adeguata e funzionale collocazione a queste importanti strutture per poter capire chi potrebbe andare nei palazzi di piazza San Giustino.
Se potessi decidere io darei il Palazzo di Giustizia all'Università, come sede del Rettorato, e metterei le facoltà umanistiche a Palazzo d'Achille e a Palazzo De Pasquale. In questo modo anche l'idea di trasformare in studentato l'ex convento del SS. Rosario sarebbe più apprezzabile. Tutta l'area a partire dall'ex caserma Pierantoni (dove il Ciapi dovrebbe collocare strutture scolastiche) fino a San Giustino e a Palazzo De Majo (dove è già previsto un centro di studi universitari) diventerebbe
zona universitaria e così la piazza tornerebbe a vivere senza bisogno di ingegnosi giochi architettonici. Gli studenti che ora sono tutti concentrati negli spazi verdi del Campus, avrebbero come naturali luoghi di incontro la Piazza San Giustino e i magnifici spazi del quartiere Santa Maria, in particolare penso alla gradinata di Porta Pescara e all'ex pescheria trasformata in Internet Point. Ma forse anche l'antico seminario potrebbe essere coinvolto in questo circuito.
Chiudete gli occhi e pensateci: gli studenti di Chieti non avrebbero niente da invidiare a quelli di Perugia, di Macerata, di Camerino, di Urbino...

Ovviamente resta il problema del Comune e del Palazzo di Giustizia. Dove li mettiamo? io metterei il Tribunale nella vecchia sede dell'Ospedale Civile, come da tempo s'era prospettato e prima che la struttura venga rioccupata per le esigenze del San Camillo. Invece il
Municipio troverrebbe una sede magnifica nel castello della caserma Spinucci. Basterebbe adattare le grandi strutture interne all'area militare per poter riportare là tutti gli uffici comunali ora sparpagliati.
Inoltre si potrebbe trasformare in parcheggio l'area di rimessa dei filobus. Piazza Garibaldi diventerebbe così il
centro amministrativo della città e questa sì dovrebbe essere ridisegnata adeguatamente con utile apporto di bravi architetti, ai quali si potrebbe anche chiedere di realizzare un collegamento diretto (un ponte) che consenta di raggiungere in pochi passi il parcheggio di via Papa Giovanni da piazza Garibaldi.
Per recuperare l'area di rimessa dei filobus è necessario costruirne una nuova all'altro capolinea, cioè nella zona di via dei Vestini o nel Villaggio Mediterraneo ora in progettazione. Se la nostra amministrazione volesse si farebbe ancora in tempo.
In cambio dei palazzi offerti in centro all'Università si dovrebbe chiedere la cessione di una struttura del Campus per le esigenze del San Camillo. Così si avrebbe:
1- un
polo amministrativo della città in piazza Garibaldi, che in futuro potrebbe anche acquisire l'ex Caserma Berardi per realizzarvi un palazzo di uffici finanziari e una caserma della Guardia di Finanza rimettendo anche in uso il palazzo dell'Enel;
2 - una
città universitaria nel centro storico che potrebbe godere anche dei musei, di una biblioteca provinciale nell'attuale struttura dell'Ospedale Militare e di studentati nell'ex pediatrico ed ex inps. L'attuale sede dei vigili urbani potrebbe diventare una biblioteca con sale di studio e postazioni internet e spazi sociali. In futuro si potrebbe pensare anche ad un recupero della Caserma dei Carabinieri di via Arniense che non sembra logisticamente adatta ad un comando operativo;
3- un
polo scientifico-sanitario a Madonna delle Piane con l'ospedale clinicizzato, l'ospedale San Camillo e le strutture universitarie di Medicina, di Farmacia e di Scienze motorie.
4 - Naturalmente non mi nascondo le difficoltà dovute al fatto che molte strutture (Caserma Spinucci, Ospedale Militare, ecc.) da utilizzare sono di proprietà del Ministero della Difesa e che gli accordi sarebbero sicuramente complessi, ma non credo che gli apparati militari abbiano interesse a conservare immobili ormai imprigionati in un centro storico che limita la mobilità, quindi al Ministero della Difesa si potrebbero offrire gli ampi spazi e le moderne strutture del Parco Paglia in modo da creare un polo militare nella zona di via Piaggio.
A me questo momento di apparente stallo e di incertezza creato dal declino e dallo svutamento che Chieti ha subito negli ultimi anni sembra una grande occasione per ridisegnare in modo razionale la città. Se Chieti vuol "ripartire" deve riuscire a proporsi in modo nuovo senza lasciare niente di intentato. Chi governa la città deve tracciare il disegno, anche ambizioso, per poi coinvolgere nella realizzazione gli enti pubblici e le imprese private, invece si ha l'impressione di una subalternità della politica rispetto alle esigenze particolari e alle pressioni dei privati, che coltivando i loro orticelli finiscono inconsapevolmente con il limitare le loro stesse possibilità.
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